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Forno crematorio, a breve il via ai lavori

Forno crematorio, a breve il via ai lavori

La ristrutturazione dovrebbe concludersi ad inizio 2015. Ma rimane l’ipotesi di una nuova struttura

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MASSA. Qualche dettaglio e il progetto definitivo sarà sulle scrivanie dell’ufficio gara cui toccherà mettere nero su bianco il bando. E ad inizio 2015 - questo l’obbiettivo dell’amministrazione Volpi - la città riavrà un forno crematorio funzionante.

La struttura - per spiegare - rimarrà la vecchia: stesso luogo (cimitero di Mirteto), stesse potenzialità, ma la possibilità di tornare ad operare. Il progetto prevede, infatti, il rifacimento di tutta la parte refrattaria, danneggiata gravemente dal lungo periodo di spegnimento a seguito dell’inchiesta sulle cremazioni. I soldi - parola di Gabriele Carioli, l’assessore competente - ci sono, la cifra è indicata in bilancio: 289mila euro. A breve dovrebbe essere bandita la gara, quindi - calcolati i tempi burocratici e quelli di esecuzioni lavori - l’intervento a Mirteto dovrebbe concludersi entro i primi due mesi del prossimo anno. I massesi, quindi - ma anche i residenti nei comuni vicini - potranno tornare ad usufruire del servizio cremazioni in città. Spiacevole, infatti, in un momento di dolore, doversi occupare anche di aspetti logistico-organizzativi, per non parlare della spesa legata al trasferimento della salma.

Certo, la “ristrutturazione” del forno crematorio di Massa rimane una soluzione provvisoria. L’amministrazione, infatti, sta valutando la possibilità di costruire, attraverso un project financing, una struttura nuova e con maggiori potenzialità. Chi realizza l’opera - per spiegare il senso del project - si occupa poi della sua gestione fin quando non rientra delle spesa sostenuta. Ipotesi, quindi, che non comporterebbe alcun esborso a carico del Comune.

Qualcuno si è già fatto avanti: Saie, la società che gestisce i servizi cimiteriali, ha steso un progetto e lo ha sottoposto a Palazzo civico. Che in merito ancora non si è pronunciato.

«Il tema è delicato - il vice sindaco Uilian Berti va subito al cuore del problema - in ogni caso la realizzazione di una nuova struttura (sempre che la giunta decida in quella direzione) potrebbe richiedere almeno due anni. La ristrutturazione da 289mila euro a Mirteto è quindi indispensabile».

Una decisione quella della giunta Volpi che non può comunque prescindere “dagli equilibri politici” con i cugini montignosini e carraresi. Un progetto per un forno crematorio, infatti, esiste anche oltre Foce. E sulle rive del Versilia, il sindaco Narciso Buffoni ha già indetto un referendum per sondare la volontà popolare proprio sulla costruzione di un forno. Questione delicata appunto. Di oggettivo c’è - per ora - una posta da 289mila euro in bilancio e un progetto di ristrutturazione già definitivo. (C.S.)

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