Il Tirreno

Con i prodotti tipici le imprese apuane sfidano la crisi

La Confartigianato: il settore sembra reggere meglio di altri perché cresce l’attenzione verso la genuinità

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CARRARA. Il commercio è in crisi? tanti altri settori lo sono? Ma quello dei prodotti tipici gastronomici sembra invece avere una spinta in più. E’ quanto emerge da uno studio fatto dalla Confartigianato fra le aziende del comparto: «Questo particolare comparto sembra reggere meglio di altri, poiché cresce l'attenzione verso la genuinità dei prodotti alimentari del territorio. Dai risultati dell'analisi elaborata da Confartigianato si evince che per quanto riguarda la clientela di questa realtà economica una parte significativa è rappresentata da clienti provenienti da fuori (41%). Questo dato fa capire che se debitamente promossi, i prodotti tipici rappresentano un'attrattiva importante per gli operatori e per il territorio».

Secondo Confartigianto, la notorietà delle produzioni tipiche è una condizione indispensabile per la creazione di un turismo enogastronomico di forte attrattiva per una determinata località. «Per favorirne l'attrattiva è importante l'integrazione tra la filiera turistica e quella della produzione enogastronomica: gli operatori spesso incontrano difficoltà insormontabili e avrebbero bisogno di aiuto per superarle. La connessione fra gli operatori e gli enti interessati può essere uno straordinario veicolo promozionale e di comunicazione del territorio.

Le esperienze tipiche quali i tour turistici, gli eventi, le sagre, oltre ad essere un fattore per fare business, possono essere una straordinaria opportunità per commercializzare i prodotti territoriali, ma sono necessarie una notevole efficienza produttiva e una buona competitività dei prezzi».

I prodotti lattiero-caseari, in particolare i formaggi prodotti localmente, sono particolarmente richiesti. Nella grande maggioranza dei casi (57%), la clientela sceglie i sapori del territorio e chiede piatti realizzati con materie prime locali, soprattutto funghi, prodotti del sottobosco, ma anche formaggi, carni e miele e nelle zone di costa il lardo. I prodotti locali vengono commercializzati prevalentemente fuori zona, «anche se – afferma la Confartigianato – fra mille difficoltà, i produttori locali sono riusciti a costruire una discreta rete di vendita, anche al di fuori del territorio, ma resta ancora molto da fare. Secondo gli imprenditori contattati, le potenzialità del mercato dei prodotti tipici possono assumere dimensioni economiche e quantitative rilevanti ed essere in grado di competere con gli scenari della globalizzazione, poiché la relazione esistente tra il territorio e l'economia ad esso associata, può divenire una leva per un sicuro sviluppo economico».

Confartigianato sta organizzando iniziative per promuovere i prodotti tipici locali.

Una buona fetta di imprenditori del ramo prodotit tipici, è sostiutita da gente giovane, tra i 30 e i 44 anni, molte sono le donne. In prevalmenza si tratta di imprese individuali, di prima generazione, con attività che occupano per lo più i 150 metri quadrati. Le ragioni della scelta di avviare l’attività nascono quasi nel 50 per cento dei casi dalla conoscenza particolare della lavorazione di un dato prodotto e dagli spazi di mercato esistenti. Il 62% delle aziende contattae da Confartigianato, ha un proprio sito web. Il 42% si rivolge a mercati locali, il 32% a quelli regionali e solo il 6% opera sull’estero a causa di una ancora scarsa conoscenza di quei mercati. Certo, gli effetti della crisi investono anche questo settore, ma c’è chi assume, chi promuove la propria attività con degustazioni, visite dei turisti nel luogo della produzione e altri sistemi tradizionali per... prendere il cliente per la gola.

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