Meteo
Nel mirino le tecniche di analisi
I balneari: assurdo fare i prelievi dopo le piene e i temporali
MONTIGNOSO. «Mi aspetto che la Regione ci convochi tutti; ormai le corresponsabilità per quello che accade nel nostro mare sono molte; ci sono punti importanti di inquinamento a nord del fiume Versilia di cui dobbiamo parlare e i lavori alla rete fognaria sulla costa di Cinquale non saranno risolutivi se non si metterà mano anche ad altro». È amaro il commento all’ennesimo divieto di balneazione del sindaco di Montignoso Narciso Buffoni che già nel mese di luglio aveva denunciato una situazione ormai insostenibile, chiamando in causa anche l’Arpat e il suo modus operandi in materia di prelievi. «Sappiamo che serve una soluzione - conclude il sindaco - dovremo trovarala tutti insieme». Avvilito il presidente dei balneari di Montignoso Carlo Pardini: «Tre piene e tre prelievi; diciamo che siamo stati sfortunati quest’anno con il calendario delle analisi e non mi faccia dire che i nostri cugini di Forte dei Marmi sono stati invece fortunati. L’inquinamento a buchi non si è mai visto in mare. Forse le situazioni vengono gestite in maniera diversa. Nella notte tra domenica e lunedì - prosegue- è venuto giù di tutto dal Versilia; la mattina di lunedì l’Arpat faceva i prelievi. Cosa pensava di trovare? Noi proporremo nelle sedi adeguate un protocollo che ci obblighi a mettere bandiera rossa dopo ogni piena del fiume: così eviteremmo analisi inutili, spreco di denaro ed energie, assumendoci la responsabilità di chi si getta in acqua. Ormai però la nostra immagine è rovinata. Così non si fa turismo». (M.Dan)
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