Il Tirreno

Villafranca Libera: degrado a San Nicolò

VILLAFRANCA. Torna nuovamente alla carica l’associazione politico-culturale “Villafranca Libera” con un nuovo attacco indirizzato all’amministrazione. Questa volta la “pietra dello scandalo” è da...

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VILLAFRANCA. Torna nuovamente alla carica l’associazione politico-culturale “Villafranca Libera” con un nuovo attacco indirizzato all’amministrazione. Questa volta la “pietra dello scandalo” è da rintracciarsi nella piazza di San Nicolò, situata all’inizio del borgo storico e che si stende all’ombra del castello del Malnido.

Un’attacco dai toni duri, come vedremo, che pone l’accento sulle condizioni, ritenute fatiscenti, del luogo, un tempo simbolo della vita sociale villafranchese. L’abbattimento dell’antica chiesa, su cui ancora verte una forte disputa in merito alla decisione presa nell’immediato dopoguerra ritenuta da taluni troppo frettolosa, dedicata al santo da cui poi prende il nome la piazza, ha causato un decentramento dell’attenzione spostatosi su piazza San Giovanni.

«E dire che – si legge nel comunicato - non lontano dal cuore di Villafranca, San Nicolò e il borgo, abitano un consigliere ed un assessore di questa lungimirante amministrazione, ma evidentemente il destino di questo luogo da cui è nata la nostra città non interessa a nessuno dei "governanti". Meglio allora navigare a vista o celebrare i "fasti" del passato, eppure in campagna elettorale bussavano alle porte presentandosi in veste di paladini del centro storico e dei suoi abitanti. L'antica piazza è abbandonata a se stessa, con i lavori di rifacimento lasciati volutamente a metà, invasa da rigogliosa vegetazione, esclusa da qualsivoglia manifestazione e immersa nel buio più profondo. L'amministrazione dei "buoni" e dei "giusti" ha deciso perfino di togliere la luce (diranno per risparmiare) rispedendo il sommo poeta in "quell'aura sanza tempo tinta" di infernale memoria. Un buio che oltre Dante avvolge anche i sopravvissuti, coloro che vi abitano, cittadini di serie B, eterni dannati da una precisa scelta politica. "Ahi serva Villafranca, di dolore ostello, nave sanza nocchiere in gran tempesta».

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