«No ai paracadutisti: intralciano il Pegaso» Scontro sul Cinquale
Comitato dei cittadini di Poveromo e balneari accusano la giunta Volpi di non avere mantenuto gli accordi
MASSA. No ai lanci di paracadutisti dallo scalo di Cinquale, “non erano queste le promesse, caro sindaco Volpi”. Si schierano contro la possibilità che l’aeroporto torni ad essere utilizzato per attività di paracadutismo due voci importanti del territorio: il comitato abitanti Poveromo-Cinquale “per una migliore vivibilità del territorio” e la Compagnia del Mare, associazione che riunisce ddeecine di titolari di stabilimenti balneari di Marina. La loro è una circostanziata e netta contestazione delle scelte dell’amministrazione Volpi.
La recente delibera di giunta con cui l'attuale amministrazione comunale rinnova la concessione provvisoria dell'area aeroportuale a favore dell'Aereo Club di Marina di Massa sostengono comitato e balneari, «di fatto interrompe il tacito compromesso costruito faticosamente negli ultimi anni fra le precedenti amministrazioni e gli abitanti, i turisti e gli operatori turistici della zona circostante la struttura aeroportuale». Compromesso per cui, in sostanza, da una parte l'amministrazione si impegnava a mantenere la struttura così com’è, senza ampliamenti, e ad utilizzarla «in maniera intelligente, al minimo ed esclusivamente per ciò che serve, senza attività di lanci di paracadutisti e senza scuola di elicotteri come riportato nel comunicato stampa del sindaco Pucci del 25 giugno 2008; dall’altra parte gli abitanti e gli operatori turistici accettavano l'esistenza dell'aeroporto senza più chiederne la chiusura».
Un percorso, sottolinea Armida Ricci, la battagliera referente del comitato di Poveromo-Cinquale, che non scaturiva «per caso o per qualche personalismo», ma era supportato da «oggettive considerazioni sui problemi di sicurezza e di inquinamento acustico che tali attività provocano al territorio circostante l'aeroporto, oltre al fatto che tali attività interferiscono ed intralciano le operazioni di elisoccorso del 118».
La delibera approvata in questi giorni, invece, reintroduce la possibilità di effettuare lanci (anche se soltanto in casi “specificatamente e singolarmente autorizzati da parte dell’amministrazione comunale” ndr.). E lo fa, incalzano comitati e associazione dei balneari - lanciando così un’accusa di scarsa trasparenza alla giunta Volpi – «sorprendentemente senza mai utilizzare le parole paracadutismo o lanci, si parla in modo enigmatico di “attività di cui al punto 3.5 del Regolamento di scalo” in barba alla trasparenza, nascondendosi, forse per pudore, dietro una foglia di fico».
I contestatori sollevano anche un’altra asserita opacità della delibera sull’aeroporto. Rimarcano come l’atto condizioni il rinnovo della concessione all'impegno da parte dell'Aero Club a realizzare la recinzione dell'aeroporto sul lato nord-ovest, «ma non stabilisce un termine temporale entro cui questo intervento debba essere fatto e non dice cosa succede se non viene fatto, rendendo nulla tale clausola. È ormai dal 2008 che l'Enac (l’ente nazionale per l’aviazione civile ndr.) chiede la messa a norma della recinzione. Nel frattempo, chi si assume la responsabilità di tenere aperta la struttura, l'amministrazione o il gestore?»
Infine, Comitato e Compagnia del mare parlano di promesse non mantenute: «Il comunicato firmato dal sindaco Volpi durante l'ultimo incontro svoltosi il 20 maggio scorso, con una rappresentanza del comitato degli abitanti e dell'associazione dei balneari aveva assicurato che non sarebbero state autorizzate attività di paracadutismo almeno fino alla attuazione della gara per l'assegnazione definitiva della gestione dell'aeroporto da effettuarsi dopo l'approvazione dei nuovi strumenti urbanistici. Chiederemo un chiarimento al sindaco per sapere quali siano stati i motivi che hanno indotto l'amministrazione a cambiare la decisione».
C’è dunque “maretta” sulla nuova convenzione per l’uso dell’aeroporto, che prevede anche la chiusura dello scalo tutti i sabati e domenica d’estate tra le 12,30 e le 17,30.
E sullo sfondo c’è anche la questione della “compatibilità” tra le attività di paracadutismo e di scuola di volo e la presenza a Cinquale della base dell’elisoccorso del 118.Certo che se l’elicottero Pegaso dovesse alzarsi in volo per un’emergenza proprio durante una sessione di volo di paracadutisti, ci sarebbe qualche problema. Una difficile convivenza a suo tempo rimarcata dalla dirigenza dell’Asl. Ed è anche per questo che i “parà” erano stati banditi dall’aeroporto di Cinquale.
Claudio Figaia
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google