E per le maestre dodici posti dalla Lunigiana a Montignoso
MASSA CARRARA. In tutta la provincia apuana sono 12 le maestre che entrano di ruolo - cioè verranno assunte a tempo indeterminato - con l'inizio del prossimo anno scolastico: lo anticipa al Tirreno...
MASSA CARRARA. In tutta la provincia apuana sono 12 le maestre che entrano di ruolo - cioè verranno assunte a tempo indeterminato - con l'inizio del prossimo anno scolastico: lo anticipa al Tirreno la Flc (Federazione lavoratori della conoscenza) di Cgil.
Dodici, dalla Lunigiana a Montignoso, su di una platea di aspiranti al ruolo (è proprio il caso di dirlo) decisamente più amplia: almeno un centinaio di precari. Cinque sono le nomine alle Primarie (4 dalle graduatorie dei vincitori di concorso e 1 dalle graduatorie ad esaurimento). Sette sono invece le cattedre di ruolo da assegnare tra tutte le scuole dell’Infanzia (6 dalle graduatorie di concorso e 1 dalle graduatorie ad esaurimento).
«Sono numeri ridicoli – commenta Fabrizio Rocca, numero uno della Flc-Cgil di Massa Carrara – E sono tali perché è stato impedito il turn over. Risultato? I bambini si trovano ad avere maestre sopra i 50 anni, magari anche molto motivate, ma (lasciatemelo dire) ormai senza fiato». Per star dietro a schiere di pupetti all'asilo o per mettere frotte di bambini sui banchi ci vuole anche, è inutile negarlo, una certa “tensione” fisica. E un’insegnante avrebbe anche il diritto di attaccare il gesso al chiodo arrivata alla soglia dei sessantanni; cosa che – con l’entrata a regime della Riforma Fornero – è un miraggio; oppure un’opzione per chi se la può permettere (il ritiro anticipato a 57 anni per una lavoratrice dipendente comporta una decurtazione dello stipendio del 20-25% , sempre che abbia i requisiti..).
Oltre che di graduatorie e di posti ottenuti o sfumati, nel mondo degli insegnanti si discute anche di un altro tema. Nei giorni scorsi il ministro dell’istruzione Stefania Giannini annunciava di voler eliminare i supplenti. Primo interrogativo: per il Ministro il termine supplente equivale a precario? Quindi eliminare i supplenti significa – nelle intenzioni del Governo – cancellare il precariato? Da quando si parte? Da subito, visto che è già cominciato il conto alla rovescia per la prima campanella?
«Innanzitutto – dice Rocca – il supplente – quello tradizionale – si è eliminato da solo. Con i tagli alla scuola che negli ultimi anni ci sono stati, l’incidenza della figura del supplente è un fenomeno assai ridimensionato». Secondo, la tempistica. Se ne parla ora, perché la scuola è un tema settembrino, ma «bisognerà quanto meno – precisa il segretario provinciale della Flc Cgil – leggere il Decreto». Terzo, entriamo nel merito. Cancellare le supplenze non è una trovata così originale: «Noi sono anni – sottolinea Rocca – che lo proponiamo. Sono anni che chiediamo che nella scuola venga introdotto l’organico funzionale». E cioé: per ogni istituto non si assume un numero risicato di insegnanti ma si fa qualche assunzione oltre il limite minimo, così in caso di malattie, ferie, maternità, imprevisti ogni scuola è in grado di far fronte alle esigenze didattiche con il proprio personale interno. «Il problema è – aggiunge Rocca – che l’indirizzo pare essere quello di un organico funzionale non su base d’istituto ma su base provinciale. In tal caso sarebbe un intervento inutile».
(gio.m.)
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