Il Tirreno

INIZIATIVA CULTURALE-SOCIALE A FILATTIERA

Vocabolario del dialetto per non dimenticare le origini

Vocabolario del dialetto per non dimenticare le origini

FILATTIERA. Le radici di un territorio si rintracciano non solo nel patrimonio archittettonico, che ne traccia le origini storiche, ma anche dal più variegato sistema composto dalle tradizioni e dal...

2 MINUTI DI LETTURA





FILATTIERA. Le radici di un territorio si rintracciano non solo nel patrimonio archittettonico, che ne traccia le origini storiche, ma anche dal più variegato sistema composto dalle tradizioni e dal dialetto che diventa la discriminate decisiva per rintracciare la propria appartenenza.

In un universo variegato come quello lunigianese dove ogni singola realtà, pur avendo tratti linguistici comuni, presentano varianti consistenti nel modo e nella parlata che si distinguono, in modo molto marcato, l’uno con l’altro, rivelandosi retaggio di quell’epoca feudale di cui rimangono a testimoniza i cento castelli che punteggiano l’intera Valle della Luna. In questo percorso di riscoperta è stato presentato il quinto volume del “Vocabolario del dialetto di Filattiera” ad opera del professore Walter Pagani. I protagonisti die questa edizione sono gli animali, parte fondante di quel retaggio agricolo che ha segnato, e segna tuttora le colline filattieresi, che si estende anche alla fauna boschiva così ricca nelle sue forme e nelle sue biodiversità. Walter Pagani, che attualmente dirige e coordina la ricerca dialettale, ha sempre mantenuto collegamenti con Filattiera, ritornando periodicamente nella casa dei genitori e con confidenziale orgoglio i filattieresi che lo conoscono hanno il piacere di ricordarlo come “Walter dei genovesi”, dal nome della sua famiglia e della sua casa al Ponte di Sotto.

«Credo che questo lavoro – afferma il sindaco Annalisa Folloni - si inserisca a pieno titolo nel rinnovato interesse per le nostre tradizioni, anche linguistiche e si intreccia con la storia del nostro mondo comunitario. E’ un contributo importante per la sopravvivenza della parlata di Filattiera e veicolo di trasmissione di una cultura non livellata né livellatrice. Il dialetto non è un bene da riporre in un museo, ma un patrimonio da tramandare e da far apprezzare in tutta la sua ricchezza e valenza culturale. Parlare in dialetto senza vergogna, senza timore di sembrare “poco colti”. Il Vocabolario, organizzato per categorie semantiche, con una ricca fraseologia esplicativa fissa sulla carta termini che rischiano l’estinzione: per poterli riutilizzare sottraendoli alla dimenticanza».

Una Lunigiana alla caccia di sé stessa quindi, una continua ricerca di un passato così lontano eppure così vicino.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Muore nello schianto contro la vettura dell’ex compagno: ipotesi omicidio volontario

di Redazione web