Il presidio
In cento al presidio davanti al cantiere contro i licenziamenti
Sciopero di otto ore e solidarietà di sindacati e politica Giovedì il giorno cruciale: Zubbani incontra la proprietà
CARRARA. Un centinaio di persone hanno partecipato ieri mattina allo sciopero indetto da Fim, Fiom e Uilm contro i licenziamenti e le lettere di contestazione ad alcuni dipendenti, tra cui due Rsu.
Per giovedì prossimo, in concomitanza con l’incontro tra il sindaco Angelo Zubbani e la proprietà, è stata indetta una nuova mobilitazione. Otto ore di sciopero con picchetto davanti alla fabbrica per dire no al licenziamento di tre dipendenti e alle lettere di contestazione recapitate a due Rsu: un centinaio di persone hanno partecipato ieri mattina alla mobilitazione sul caso Nca, indetta da Fim, Fiom e Uilm con il sostegno di Cgil e Uil.
A ritrovarsi davanti all’ingresso del cantiere, tanti operai, molti delegati sindacali delle aziende del territorio, metalmeccaniche e non (presenti tra gli altri anche i “bancari” della Cgil) e diversi esponenti della società civile e del mondo politico.
A portare la loro solidarietà ai lavoratori di Nca sono intervenuti numerosi consiglieri comunali: Massimo Menconi (Rc), Roberta Crudeli e Luca Barattini (Pd), Leonardo Buselli (Psi), e Matteo Martinelli, Federico Bonni e Francesco De Pasquale (M5S).
Presenti anche il consigliere regionale Paolo Marini dei Comunisti Italiani e la senatrice del Movimento 5 Stelle Sara Paglini.
Il messaggio che si è levato dal presidio è quello ribadito più volte in questi giorni da Rsu e sindacati: tra azienda e lavoratori si deve ricostruire un confronto sereno e per farlo il primo passo è quello di azzerare le sanzioni degli ultimi giorni.
«Il ritiro dei licenziamenti e delle contestazioni è il punto di partenza per far ripartire il dialogo che finora si è rivelato infruttuoso. È inaccettabile che lavoratori e Rsu subiscano questi attacchi…se passasse questo metodo temiamo per quello che potrebbe succedere nel resto del territorio» ha dichiarato a nome dei tre sindacati di categoria, Michele Folloni segretario di Fim.
Il segretario della Cgil Paolo Gozzani ha voluto esprimere soddisfazione per la riuscita della manifestazione, «che attraverso tante presenze ha dimostrato come il territorio tutto non ha voluto lasciare soli i dipendenti di Nca».
Secondo il numero uno della Camera del Lavoro, infatti, la comunità carrarese «ha avuto un approccio costruttivo verso la nuova proprietà che adesso deve fare altrettanto nei confronti dei lavoratori». Di diverso parere il segretario provinciale della Cisl, Andrea Figaia, che dopo aver ribadito di condividere la posizione di Fim sui provvedimenti, ha espresso nuovamente dubbi sul «tipo di accoglienza che questo territorio ha dato a questa impresa.
Ciascuno deve fare la sua parte, a partire da chi l’ha voluta, per tenere qui questa azienda, nel rispetto dei diritti e dei contratti».
Al termine del presidio, categorie e confederali hanno illustrato la situazione al prefetto Giovanna Menghini, che si è impegnata a fare quanto in suo potere per rilanciare il dialogo con la proprietà.
Qualcosa, in questo senso, potrebbe iniziare a sbloccarsi la prossima settimana: lunedì i sindacati incontreranno il vicesindaco Andrea Vannucci. Giovedì mattina, sarà la volta di uno dei momenti più delicati della “trattativa” con il faccia a faccia tra il sindaco Angelo Zubbani e i rappresentanti della proprietà.
In concomitanza con questo incontro i sindacati hanno convocato una nuova mobilitazione dei lavoratori, che torneranno a riunirsi in presidio davanti al cantiere.
Al pomeriggio dello stesso giorno, invece, sindacalisti, rsu e amministratori locali partiranno alla volta di Firenze per fare il punto della situazione con l’assessore toscano al Lavoro Gianfranco Simoncini.
E se anche l’appuntamento in Regione non dovesse dare i frutti sperati, i sindacati si dicono pronti a tornare a Roma, per portare l’intera vicenda all’attenzione del governo.
Insomma un giovedì cruciale, il prossimo, per la vicenda legata al cantiere, e ai licenziamenti, che ha fatto scattare la mobilitazione.
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