«Serve una Fondazione per arte e cultura»
Il sindaco Buffoni rilancia la sua idea alla presentazione della mostra del maestro francese Alain Bonnefoit che verrà inaugurata sabato pomeriggio
MONTIGNOSO. «Vogliamo creare una Fondazione che sia motore di iniziative di grande livello culturale, utilizzando tanto per cominciare contenitori come Villa Schiff e il Castello. Uno strumento in più anche per cercare risorse da privati ed enti».
Il sindaco Narciso Buffoni sceglie un momento particolare per rilanciare una sua idea. Ovvero l’abbraccio con un parigino di Montmartre, classe 1937, che ha scelto la Toscana come sua seconda patria dagli anni Sessanta facendo il percorso inverso, se vogliamo, di Amedeo Modigliani.
Eccolo Alain Bonnefoit, pittore di fama mondiale, che ha accolto con entusiasmo l’invito di Montignoso e in particolare di un amico come Marco Garrisi per portare a Villa Schiff (inaugurazione sabato alle 18) una mostra, un saggio della sua arte. Quindici tele, nove grandi, con i suoi famosi nudi dipinti con la tecnica sumi-e appresa nei suoi viaggi in Giappone: realizzare una figura con un solo gesto meditato. Il risultato è sorprendente e per valutarlo di persona niente di meglio che visitare questa mostra che resterà aperta fino al 31 agosto alla Limonaia di Villa Schiff (orario 17,30-21).
La mostra e l’opera di Bonnefoit, presente il maestro, sono state presentate ieri mattina da Garrisi e dal critico Lodovico Gierut. All’inaugurazione di sabato saranno presenti anche il critico Marco Palamidessi e Maurizio Vanni. Ci sarà anche il consigliere regionale Paolo Bambagione che come lo scorso anno parteciperà al prologo: alle 17,30 nella zona Bottaccio verrà scoperto il grande pannello che raffigura il quadro che Bonnefoit ha donato al Comune e che rappresenta l’inizio di quella via dell’Arte legata anche alla storica via Francigena. Via dell’arte che ha già altre due isole preziose, quelle con le opere donate da Vidà nel 2012 e da Giovanni Maranghi nel 2013. Una iniziativa questa che vede marciare insieme Comune e Proloco (ieri c’erano il presidente Lorenzo Cinquini e il consigliere Fiorella Ciregia) come braccio organizzativo.
Via dell’arte che un giorno, si spera non così tanto lontano, arriverà fino a Pietrasanta (a Strettoia la partenza di isole dell’arte), il tutto sul percorso della via dei pellegrini, la via Francigena insomma. Arte, valorizzazione del territorio, turismo: cosa chiedere di più.
Certo è un progetto impegnativo e anche per questo la Fondazione potrebbe essere uno strumento utile per accelerare i tempi. In tanto però siamo alla terza tappa con un nome, quello di Alain Bonnefoit di grande richiamo. La sua opera farà parte della nascente pinacoteca comunale.
Il sindaco e Marco Garrisi hanno anche annunciato un’altra interessante iniziativa per valorizzare anche gli artisti locali e favorire i talenti emergenti. Il prossimo anno verrà organizzata, probabilmente sul lungomare, una manifestazione con questa caratterizzazione.
L’idea della Fondazione piace a Garrisi. «Certamente può essere uno strumento più agile sia per l’organizzazione delle mostre che per la ricerca di risorse, pubbliche o private, da investire in questo progetto tra cultura e turismo».
Aggiunge Gierut: «Montignoso sta facendo un lavoro valido, di ottima qualità e il coinvolgimento di un maestro come Alain Bonnefoit ne è la prova lampante. E questo malgrado risorse oggettivamente limitate».
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