Affitta bar senza wc e porta la titolare in tribunale
MARINA DI MASSA. Lo stabilimento balneare la Conca d’oro lo conoscono un po’ tutti a Marina di Massa. Talmente rinomato che lo spezzino Italo Bucchioni ad aprile di quest’anno ha pensato di prendere...
MARINA DI MASSA. Lo stabilimento balneare la Conca d’oro lo conoscono un po’ tutti a Marina di Massa. Talmente rinomato che lo spezzino Italo Bucchioni ad aprile di quest’anno ha pensato di prendere in gestione il bar, credendo di poter fare affari d’oro. Nel contratto era stata descritta la struttura messa in locazione, con tanto di bagno annesso. Appena subentrato si è accorto però che i servizi igienici, nonostante il documento, se li era tenuti la proprietaria, che nel frattempo continua a risiedere lì. C’è un altro gabinetto, ma è in una struttura che non risulta al catasto, è un manufatto abusivo. E per questo Bucchioni protesta: «Voglio quello che è di mia pertinenza, l’altro wc è abusivo e per questo faccio un appello alle autorità affinché vengano a mettere i sigilli. Io di questo locale non voglio più saperne». E per questo si è affidato nelle mani di due avvocati, Massimo Francini e Riccardo Balatri.
Il contratto di locazione del bar ha una durata di tre anni e prevede un canone di ventimila euro annui. Le prospettive di guadagno ventilate, ma solo a voce, dalla titolare hanno convinto Bucchioni a siglare l’accordo: millecinquecento euro di incasso al giorno nei mesi estivi, settecento invece in quelli invernali. In questi mesi va da sé che l’imprenditore spezzino non ha visto mai così tanti soldi. Anzi senza servizi igienici praticamente non può lavorare perché i clienti quando sanno del problema anche se si trovano bene non ritornano più.
L’altro problema, che non è stato esposto prima di firmare il contratto, è la cucina. Bucchioni in quella struttura non può preparare neppure un panino, al massimo può cuocere dei piatti surgelati. Tutto il cibo che prevede una qualche manipolazione invece deve stare alla larga dal suo bar. Altrimenti rischia sanzioni a tre zeri. Le dimensioni della cucina non sono a norma per improvvisarsi chef. Ecco che anche questa fonte di guadagno viene meno, trattando articoli surgelati per restare con dei prezzi competitivi si riesce a intascare poco o nulla.
Ed è qui che intervengono i due avvocati. «Abbiamo presentato un ricorso d’urgenza per bloccare il pagamento del canone di locazione (che avviene attraverso fidejussione) - spiega Francini -. L’udienza è stata fissata per la fine di agosto. Se otteniamo il blocco riusciamo a limitare il danno subito dal nostro cliente. A settembre poi chiederemo l’annullamento del contratto perché mi pare evidente che la proprietaria non sta rispettando i patti messi nero su bianco nel documento. Se poi venissero a mettere i sigilli a quell’opera abusiva oltre a far rispettare la legge ci farebbero un favore perché in questo modo l’intesa sarà nulla».
La battaglia, se non si trova un accordo in queste due occasioni, potrebbe avere anche dei risvolti penali. E qui è Balatri a intervenire: «Possiamo ipotizzare diversi reati, ma in questa fase stiamo cercando di capire come muoverci. È prematuro parlarne».
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