Il Tirreno

«Il lavoro non è ricatto» Fiom e Rc contro Nca

«Il lavoro non è ricatto» Fiom e Rc contro Nca

Il sindacato: i diritti vanno tutelati , siamo pronti alla mobilitazione generale Rifondazione: la solidarietà non basta, dalla politica servono azioni concrete

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CARRARA. Due licenziamenti in pochi giorni. Due lavoratori mandati a casa per “giusta causa” e, in sintesi, per motivi disciplinari.

La tensione dentro e fuori l’azienda è sempre più alta e sulla vicenda intervengono la Fiom e Rifondazione comunista.

Fiom: mobilitazione generale contro la strategia della tensione.. «Un Merito alla Proprietà Nca, qualcuno in Italia sostiene che non servono più le tutele e vuol cambiare lo Statuto dei Lavoratori, ma i vertici Nca smentiscono tutti e rappresentano la realtà, i padroni non sono estinti». Comincia così la nota della Fiom.

«Da mesi i rappresentanti dei lavoratori, denunciavano che dentro alle mura del Cantiere, ricolorate e abbellite nella facciata visibile alla Cittadinanza, erano quotidiani atteggiamenti datoriale riconducibili a culture Padronali- prosegue la nota - Crediamo sia fondamentale comprendere che obbiettivo si pongono gli atteggiamenti messi in campo dalla proprietà di Nca. Questo territorio ha storicamente mantenuto la testa alta di fronte ai soprusi e alle repressioni, ha le braccia aperte per chi fa seriamente l’Imprenditore e investe sul lavoro, ma è altrettanto determinato a configgere con chi pensa di limitare i diritti sul lavoro».

«Questo pensiamo si debba fare, arrivando anche a mobilitazioni generali per non lasciare che il diritto al Lavoro diventi un ricatto. Questo a nostro avviso è ciò che si deve chiarire al più preso, anche per il rispetto di chi da anni fa Impresa sul territorio e mai ha pensato di essere irrispettoso dei diritti al lavoro, diversamente anche se i licenziamenti e le continue lettere di richiamo disciplinare trovassero nullità davanti ai giudici preposti, continuerebbe all’interno delle mura del Cantiere. La strategia della tensione - si chiude lpintervento della Fiom - alla lunga porterebbe il risultato di isolare individualmente per paura chi al lavoro deve andare dentro al Cantiere, ma al contempo creerebbe timore nell’iscrizione al sindacato (risultato forse già attuato in Tecnomar), mettendo anche in dubbio l’intero accordo siglato ai tavoli Romani, che prevedevano l’intera rioccupazione del personale Nca, con tempi e percorsi ben definiti che oggi sembrano tramontare».

Rifondazione: la politica ora aiuti i lavoratori. «Da tempo le Rsu del cantiere navale denunciavano un clima ostile alle corrette relazioni sindacali dovuto alla prepotenza ed arroganza della Tecnomar, l’azienda che ha rilevato Nca - si legge nella nota del circolo Prc Maggiani - Dopo tre lettere di licenziamento ad altrettanti lavoratori in un mese con motivazioni più o meno sconcertanti, è evidente che le Rsu non solo avevano ragione, ma che il livello dello scontro sta raggiungendo picchi pericolosi ed inaccettabili». «Dopo il licenziamento del guardafuoco-guardiano, la Tecnomar ha incontrato, su sua richiesta, il sindaco - prosegue la nota - il quale ha esplicitato le sue perplessità su un provvedimento a suo avviso non consono all’eventuale infrazione commessa. Tecnomar ha sì garantito un altro incontro per ulteriori approfondimenti ma il giorno dopo ha fatto partire un'altra lettera di licenziamento nei confronti di un altro lavoratore con motivazioni ancora più sconcertanti». «Dopo averci mandato i sindacati, a noi pare evidente che mandare a spigolare anche il primo cittadino faccia temere che l’arroganza stia fatalmente declinando in delirio di onnipotenza - prosegue la nota - Avere facilmente ottenuto una concessione trentennale dell’area Nca a fronte dei due anni rinnovabili della gestione precedente, il permesso in un amen per un mega capannone su suolo demaniale, una quarantina di parcheggi sottratti senza colpo ferire alla collettività e financo il permesso per svegliare nella notte Marina a cannonate deve aver convinto questi signori di confrontarsi con gente che ancora porta l’anello al naso. La politica, a tutti i livelli, ha avuto un ruolo decisivo per l’assegnazione dell’Nca alla Admiral-Tecnomar - si chiude la nota - , altrettanto deve averne per cercare aiutare i sindacati a rimettere a posto le cose e non limitarsi a generiche dichiarazioni di solidarietà».

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