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L'omicida dell'ex moglie in carcere, l’avvocato: «È pronto a parlare»
Omicidio di Sarzana, fissato l’interrogatorio di garanzia di Salvatore Iemma. Nuovo sopralluogo dei carabinieri nell’appartamento della vittima

(La casa del delitto. A destra la vittima Antonietta Romeo e l'ex marito Salvatore Iemma)
SARZANA. È stato fissato dal Gip per sabato mattina alle 10, in carcere, l'interrogatorio di garanzia di Salvatore Iemma, il 47enne piccolo imprenditore edile che nella notte del 13 agosto ha ucciso l'ex moglie - Antonietta Romeo, 40 anni - sparandole tre colpi di pistola nell'abitazione di lei, a Sarzana. Iemma è in carcere a Massa: si è costituito. Lì ha trascorso la nottata del Ferragosto. Il suo legale, Andrea Guastini del foro di Spezia, ritiene che Iemma "risponderà alle domande del magistrato e - aggiunge l'avvocato - penso che non ci sarà bisogno di alcuna acrobazia giuridica per far emergere circostanze attenuanti della gravità di un fatto che comunque rimane inqualificabile. Questo è al momento ciò che posso dire, anche se da adesso all'interrogatorio devono trascorrere quasi 24 ore". Per la mattina di sabato, inoltre, verrà eseguito dai carabinieri un nuovo sopralluogo nell'appartamento della vittima.
IL FATTO Uccide la ex moglie e fugge in auto - L'omicida dell'ex moglie si costituisce dopo 24 ore
Dopo ore di fuga, trascorse vagando tra le colline apuane, Iemma si è costituito nel tardo pomeriggio del 14 agosto. E dopo una notte trascorsa nel carcere di Massa, emergono alcuni elementi legati al folle gesto e al dopo omicidio. "Ho trovato una persona distrutta - ci dice l'avvocato Guastini - Distrutto anche fisicamente, dopo ore trascorse a vagare sulle colline, durante le quali mi ha detto di aver persino pensato ad un gesto estremo..". Quella di costituirsi sarebbe stata una decisione presa spontaneamente. "Quando mi ha telefonato nel tardo pomeriggio del 14 agosto, intorno alle 19, aveva già deciso di costituirsi, aveva solo bisogno dell'"ultima parola", io non ho fatto altro che rafforzare una decisione da lui già presa. Aveva persino già parcheggiato la sua auto nelle vicinanze del carcere, ancor prima che io arrivassi. Aveva guidato come un automa..". L'avvocato coglie anche l'occasione per chiarire un dettaglio emerso nelle prime ore della custodia in carcere di Iemma. "La frase che il mio cliente avrebbe pronunciato in carcere e cioè "Ho fatto la cosa giusta" - precisa Guastini (si tratta di una frase riportata da terze persone) - era legata alla decisione di costituirsi e non ad altro".
Salvatore Iemma, non sarebbe inoltre implicato in alcun processo per estorsione (si tratta di voci emerse nell'immediatezza dell'omicidio): "Il mio cliente - precisa Iemma - ha una pendenza sì, ma non per estorsione. Il processo è già a giudizio. Il capo d'imputazione è tentata estorsione, ma io credo che ci siano gli elementi per dimostrare che si tratta piuttosto di un tentativo di "fare da solo" per entrare in possesso di qualcosa che gli spettava. Dire "Dammi i soldi che mi devi.." è qualcosa di molto diverso da un'estorsione". Tali circostanze, all'attenzione del giudice, inoltre, non sarebbero neppure legate all'attività lavorativa del piccolo imprenditore.
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