La Uil contesta: nell’Asl apuana non c’è un vero assenteismo
MASSA. «Quel consigliere regionale dimostra di essere ignorante in materia. Le statistiche sull'assenteismo, come tutte le statistiche, vengono fatte sulla base di numeri che non tengono conto dell'um...
MASSA. «Quel consigliere regionale dimostra di essere ignorante in materia. Le statistiche sull'assenteismo, come tutte le statistiche, vengono fatte sulla base di numeri che non tengono conto dell'umanità. E inoltre vengono fatte con soldi pubblici che potrebbero essere spesi meglio, per, ad esempio, diminuire le liste di attesa nelle Asl». Così Claudio Salvadori, segretario provinciale Uil Flp, risponde alle accuse di assenteismo nella Asl apuana mosse dal consigliere regionale Gian Luca Lazzeri, del gruppo Più Toscana Nuovo Centrodestra. Il consigliere, nei giorni scorsi, aveva infatti lanciato l'allarme assenteismo, sostenendo che in tre anni, quello dei dipendenti a tempo indeterminato dell'As1, fosse aumentato, portando i giorni di assenza a 73.063 all'anno–oltre le ferie - con una media pro capite di quasi 29 giorni. Numeri che però secondo Salvadori «vengono utilizzati come mezzi denigratori. Lazzeri non sa cosa voglia dire lavorare in corsia saltando da un reparto all'altro, seguendo numerosi pazienti e con un sovraccarico di lavoro, frutto questo dei continui tagli al personale. Deve considerare lo stress, gli infortuni. L'assenteismo è un'altra cosa, è un reato e va punito. I politici, tuttavia, dovrebbero frequentare di più gli ospedali per poter parlare di sanità».
Il segretario provinciale della Uil Fpl coglie l'occasione per rispondere anche ad altre accuse, questa volta direttamente al suo sindacato, arrivate nei giorni scorsi sulla stampa proveniente da ipotetici lavoratori, «attacca il mio sindacato e la Cgil, sostenendo che non facciamo il nostro dovere – chiarisce – Partendo dal presupposto che una dichiarazione senza firma lascia il tempo che trova, vorrei sottolineare che noi dobbiamo rispondere solo ai nostri iscritti e che loro ci incontriamo ogni due settimane in assemblea per discutere dei problemi. Quella è la sede in cui ci confrontiamo e veniamo a termine del problema insieme. Ci accusano poi di non chiedere le dimissioni della dirigente all'assistenza infermieristicaquando noi le avevamo chieste anni fa, poi si sono riallacciati i rapporti e ora, la dirigente stessa, andrà in pensione fra un mese».
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