Il Tirreno

L’estate all’inglese non frena il boom degli agriturismi

Ferragosto da tutto esaurito o quasi malgrado il maltempo ma gli imprenditori puntano il dito: poca promozione locale

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LICCIANA NARDI. Una pazza estate, quella in corso. Nonostante questa incertezza dovuta alle condizioni meteo e alla crisi, il trend del turismo lunigianese, rimane mediamente positivo con delle differenze tra turisti stranieri e italiani. Mentri i primi, infatti, non rinunciano al soggiorno, nonostante la pioggia, per i secondi si sono verificate delle cancellazioni delle prenotazioni.

E’ fondamentale questo dato anche per l’analisi economica di un territorio che vede sempre più massiccia la presenza di una clientela che si sviluppa al di fuori dei confini nazionali e che compensa l’arretramento del mercato interno.

«Siamo al completo nonostante il clima non abbia giocato a nostro favore – afferma Barbara Maffei dell’Agriturismo Montagna Verde di Licciana – confermo un trend positivo fino al 20 agosto in concomitanza con i tanti eventi che animano le notti lunigianesi. Noto però meno movimento, rispetto all’anno scorso: non sono ancora giunti i proprietari di seconde case e forse è imputabile alle cattive condizioni meteo. E’ pur vero che, a confronto con gli stranieri, gli italiani latitano di più quest’anno».

Una sensazione quest’ultima che viene ripresa dagli altri operatori turistici, confermando quella tendenza allo spostamento sul territorio nazionale solo quando le condizioni sono perfette.

«Abbiamo un calo di italiani rispetto all’anno scorso – viene riferito dall’agriturismo Cà del Vento di Bagnone – il maltempo ha inciso, meno sugli stranieri. Gli italiani invece continuano a essere oculati nelle spese, chiamano si informano sui prezzi e normalmente effettuano una permanenza più breve, solitamente tre giorni, rispetto alla clientela straniera che continua a effettuare la permanenza di una settimana. Ci vorrebbe però una maggiore promozione turistica, una maggiore forma di pubblicità del territorio. Siamo ricchi di storia e di cultura, ma anche i servizi erogati non sono all’altezza. I castelli non sono visitabili e gli uffici infornazione chiusi per mancanza di personale, bisognerebbe migliorare anche questi aspetti».

Una critica condivisa anche da Gigliola Galanti dell’agriturismo Saudon di Mulazzo: «Ci sentiamo abbandonati da tutti, dall’amministrazione, dalla Provincia e dalla Regione. Non esiste una politica promozionale turistica legata ai vari eventi, pure importanti, pensiamo al Bancarella o al Bancarel’Vino, presenti sul territorio. Il trend rimane positivo, ma riscontro un calo veramente consistente sia di italiani che stranieri. Non viene più scelta, secondo la mia esperienza personale, la formula della settimana: si passa a prenotazioni che vanno dalla singola giornata sino ai tre giorni. Se non si fa conoscere la Lunigiana in tutti i suoi aspetti, è molto difficle creare un turismo fidelizzato».

Andrea Miglioli dell’agriturismo Il Bardellino di Fivizzano giudica in maniera positiva questa stagione: «Abbiamo di fronte un buon agosto e alle spalle un luglio positivo nonostanete le bizze meteo. Non riscontro una differenza tra italiani e stranieri, nel mio caso scelgono la permanenza lunga, una settimana o cinque giorni. La promozione però passa tutta attraverso i privati, ma bisognerebbe potenziare anche le infrastrutture, come ad esempio le strade per consentire una maggiore fruibilità del territorio al turista».

La Lunigiana quindi si contraddistingue per le grandi positività garantite dalle sue bellezze architettoniche di castelli e case torri, ma pecca nella gestione delle stesse.

Cristiano Borghini

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