Il Tirreno

Fuochi d’artificio: la musica via radio

Fuochi d’artificio: la musica via radio

E’ per consentire l’ascolto a tutta la spiaggia. Dai balneari nessun contributo: polemica incrociata con Traversi

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CARRARA. Torna il tradizionale spettacolo pirotecnico della vigilia di Ferragosto, accompagnato anche quest’anno da qualche polemica. La formula e il costo (36mila euro) sono gli stessi dello scorso anno, ma con importanti novità: la prima è che la piattaforma da cui verranno sparati i fuochi, si “allunga” fino a 300 metri per consentire una migliore visione da tutte le zone del litorale, la seconda è che lo spettacolo è stato posticipato alle 22.45, per agevolare i ristoratori e chi vuol cenare fuori. In più, sono state apportate alcune migliorie al sistema di diffusione della colonna sonora che ricopre un ruolo centrale nella performance curata dalla Pyroemotions. Per superare i problemi rilevati lo scorso anno, quando i bagni più periferici rispetto al punto di diffusione (la Rotonda), non hanno potuto ascoltare la musica, gli organizzatori hanno stretto un accordo con Radio Nostalgia, che in concomitanza con lo spettacolo, trasmetterà sulle sue frequenze la colonna sonora della performance: gli stabilimenti potranno così sintonizzarsi per far apprezzare ai propri clienti anche l’accompagnamento musicale.

Un escamotage che si è reso necessario perché, ha spiegato l’assessore al Turismo Fabio Traversi, alcuni balneari avrebbero negato agli organizzatori il permesso di stendere i cavi necessari a potenziare l’impianto. E Traversi ha commentato: «Non ho più avuto notizie del contributo che si erano impegnati a dare a favore dello spettacolo pirotecnico», mentre il dirigente Pierluigi Bessi ha proposto di rifare i fuochi dalla terraferma perché, «costerebbe 20mila euro in meno». Un eventuale ritorno al passato che forse creerebbe malumori tra i balneari, soprattutto quelli della zona della Rotonda, i quali sarebbero costretti a chiudere i loro stabilimenti in concomitanza con lo spettacolo. Ma anche senza la proposta del dirigente, il rapporto tra balneari e amministrazione sembra quantomai teso. «Il contributo? So che a oggi non abbiamo dato contributi, ma non abbiamo nemmeno più avuto informazioni. La quota doveva arrivare anche da commercianti ed esercenti di Marina, ma dopo gli incontri dello scorso maggio, non abbiamo più contatti», si limita a dire Piero Vatteroni, vicepresidente Stabilimenti Balneari di Marina di Carrara. Decisamente più pungente il commento di Marco Pardi, presidente dell’Associazione Balneari: «Il nostro contributo ai fuochi è quello di far risparmiare al Comune centinaia di migliaia di euro ogni anno», ha commentato l’imprenditore elencando una lunga serie di spese che «spetterebbero al municipio ma che ci accolliamo noi balneari». «I 100mila euro per la pulizia dei rifiuti che arrivano con le mareggiate o i 20mila euro per la sorveglianza delle spiagge libere» ha citato, come esempio, Pardi, sottolineando che quelle spese, in teoria, spetterebbero all’amministrazione. «Quando avevamo parlato del contributo ai fuochi avevamo chiesto di avviare un confronto a più ampio raggio sul turismo, lanciando alcune sollecitazioni a cui purtroppo non abbiamo avuto alcuna risposta», aggiunge Pardi, lasciando intendere che, i balneari, non ci stanno proprio a essere chiamati solo quando c’è da sborsare soldi.

Cinzia Chiappini

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