Tasse, aumento medio annuo di 235 euro
Alla fine pesano le decisioni statali: impossibile per l’amministrazione Volpi ammortizzare l’effetto della Tasi
MASSA. Dopo 24 ore totali di discussione per approvare il bilancio di previsione 2014, l'assessore Giovanni Rutili, a bocce ferme, spiega ai cittadini le manovre che sono state improntate dall'amministrazione e il perché di alcune scelte difficili ma inevitabili. L'aumento delle tasse ci sarà, conferma l'assessore, perché dal governo centrale è stata istituita una nuova tassa, che nel 2013 i cittadini non hanno pagato, la Tasi. L'aumento, secondo l'assessore, sarà di una media di 235 euro a famiglia, ma poteva andare molto peggio: l'amministrazione in realtà, pur inserendo la Tasi, è riuscita in un certo senso a contenere Imu e Tari ( la ex Tares della spazzatura), in modo da evitare una cifra che poteva davvero diventare insostenibile per le famiglie massesi, senza contare che pagheremo sì un po' di più rispetto al 2013, ma un po' di meno rispetto al 2012, anno in cui fu introdotto l'Imu e le famiglie proprietarie di prima casa videro un aumento di circa 260 euro.
Nel dettaglio, la Tasi è alta perché al comune di Massa mancano, rispetto al 2013, 9 milioni di euro di trasferimenti dallo Stato che, in qualche modo, ha dovuto coprire. 6,5 milioni arriveranno con la Tasi, dentro cui sono stati inseriti dal comune i servizi indivisibili del territorio, il resto arriverà attraverso una riduzione dei costi strumentali, ad esempio: 500 mila euro è la riduzione sul costo della politica e delle consulenze, 300 mila euro sui costi amministrativi, 350 mila euro per le locazioni, 250 mila euro dai dipendenti andati in pensione e non sostituiti, 250 mila euro dalle spese di inquinamento luminoso (qualche luce spenta e la sostituzione dei misuratori di elettricità che andranno a consumo effettivo e non più a forfait); 50 mila euro sono stati risparmiati per la telefonia ( tra rinegoziazione dei contratti e cellulari per assessori e consiglieri).
L'aliquota Imu sulla prima casa rimane al 2,9% (Carrara è al 3,3%), per i fabbricati di tipo D (capannoni industriali e banche) è al 10%, le case sfitte 11%, gli inquilini in affitto non pagheranno.
La Tari, tassa sulla spazzatura, è stata conteggiata in base ai metri quadrati dell'abitazione e al numero di componenti della famiglia, ma per i cittadini che terranno un comportamento virtuoso arrivano sconti e bonus: chi fa compostaggio ottiene il 10% di sconto sulla Tari, chi porta ingombranti ed elettrodomestici alla riciclerai ottiene uno sconto pari a 0,10 centesimi al chilo, con un massimo di 25 euro di sconto, tramite un bonus da consegnare a Master a fine anno al momento del conteggio della tassa; ma il grosso della rivoluzione in campo di rifiuti arriva con le detrazioni in base all'Isee delle famiglie, dal 10 al 20% in meno sulla Tari per redditi inferiori a 15 mila euro l'anno.
L'operazione sull'Isee, fortemente voluta dall'amministrazione, peserà sul bilancio per 400 mila euro. Le entrate, a parte lo IUC (il totale di Imu, Tasi e Tari), vedono 2,2 milioni di euro dalla tassa marmi, 900 mila per le multe al codice della strada, 200 mila euro dalla tassa di soggiorno ( questa tassa è l'unica che è stata abbassata, producendo 130 mila euro in meno rispetto al 2013) e 690 mila euro arrivano dai parcheggi a pagamento, sia sul Lungomare che in centro città. L'assessore Rutili ci tiene poi a fare una precisazione sul capitolo dedicato al sociale.
«In consiglio comunale, durante la discussione-dice- sono state dette molte cose purtroppo inesatte; se fossimo stati a scuola avremmo detto che qualcuno ha provato a comparare le pere con le mele, cosa impossibile da fare. Ci sono 4 capitoli che reggono il sociale- spiega Rutili- : disabilità, emergenza abitativa, anziani e interventi minori; per tutti e 4 questi capitoli nel bilancio di previsione 2014 l'amministrazione ha aumentato, seppur di poco, il budget: per la disabilità nel 2012 c'era 1 milione e 13 mila euro, nel 2014 siamo a 1 milione e 90 mila euro; per l'emergenza abitativa c'erano 139 mila euro nel 2012, 200 mila nel 2013 e ci sono 228 mila euro nel 2014; per gli anziani c'erano 782 mila euro nel 2012, 712 mila nel 2013 e ce ne sono 823 mila oggi. In totale abbiamo stanziato 2,9 milioni di euro, aggiungendo e mai sottraendo al sociale».
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