E’ morto Locorotondo, grande pugile prima e poi mitico bagnino
Luigi negli anni ’60 aveva vestito la maglia azzurra nella selezione olimpica: fatale un attacco cardiaco
MASSA. Il cuore lo ha tradito. Quel cuore d’atleta che gli aveva consentito di emergere nella difficile e nobile arte del pugilato negli anni 60 - azzurro alle Olimpiadi - che poi lo aveva accompagnato sempre nel non meno difficile mestiere di bagnino, sempre alla Conca d’oro.
Il cuore di Luigi Locorotondo ha cessato di battere ieri alle due del mattino, dopo 73 anni e qualche mese di intensa attività, all’ospedale di Massa. Luigi, fibra forte, aveva accusato tempo fa un malore sul suo furgoncino ma l’infarto era stato combattuto prontamente dai medici prima con il defibrillatore poi, giorni dopo, con una operazione. Era dunque ricoverato, tutto sembrava filare liscio e si pensava al suo ritorno a casa in pochi giorni. E invce ieri notte la crisi fatale.
Luigi lascia nel dolore la moglie Silvia, il figlio Claudio, i fratelli Maurizio, Ambrogio, Semplicina, Antonio.
Ricorda con affetto la sua carriera di pugile il fratello Ambrogio. «Se Luigi avesse avuto il modo di allenarsi in maniera più idonea, certamente avrebbe raggiunto traguardi migliori perché dotato dalla natura di mezzi fisici eccezionali e di una tecnica affatto trascurabile. Dopo i primi approcci con la difficile arte del pugilato nella vicina palestra di via Canova a Carrara sotto l'abile cura del compianto maestro Marino Bernardini, inanellò una serie notevole di vittorie che lo portò alla partecipazione di una selezione olimpica. Nello stesso tempo fu campione toscano novizi e finalista ai campionati italiani della stessa categoria. Passato professionista nel 1963 con la Colonia Sconcerti, la stessa in cui militava il campione del mondo Sandro Mazzinghi, fu inserito tra i welter pesanti. Riuscì a distinguersi presto per le sue doti di "indomito combattente" . Le vittorie più eclatanti le riportò contro avversari di primissimo piano quali: Gabanetti, Capasso, Bartoloni, Fontana e Vanalesta. Formidabile il suo incontro al teatro "Animosi" di Carrara disputatosi il 20 dicembre 1963 durante il quale riportò una netta vittoria sui favorito Giampaolo Gabanetti, fino ad allora imbattuto, dopo anche averlo spedito al tappeto. Lo stesso Gabanetti diventerà campione d'Italia della categoria di li a poco. Luigi dopo essere giunto alle soglie del titolo italiano, chiuse la propria attività nei 1966 dopo aver disputato più di cento incontri in gran parte vinti e di essi molti prima del limite. Una attività molto intensa coronata da tanti successi in un'epoca in cui era veramente arduo emergere nel difficile campo pugilistico in quanto allora moltissimi erano i concorrenti che desideravano cimentarsi con avversari e sognavano ad occhi aperti il magico regno delle dodici corde. Un'epoca unica, irripetibile».
Un grande atleta: così lo ricorda anche con affetto Giueppe Pieroni, presidente della Pugilistica Massese. «Ha sempre frequentato la nostra palestra all’epoca diretta dal cognato, ex pugile professionista, Luigi Pieretti».
Chi non c’era in quegli anni di certo invece ricorderà Luigi Locorotondo come attento bagnino (numerosi i salvataggi) alla Conca d’oro. Un persona d’oro, idolo dei ragazzi.
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