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Il Pd vuole contare di più nella scrittura del bilancio
In una nota, pacata ma ferma, il partito chiede un cambio di passo per il futuro Serve «una rivoluzione copernicana», «nell’esclusivo interesse dei cittadini»
MASSA. «Il bilancio, atto fondamentale di ogni amministrazione, deve essere costruito in modo diverso dal passato».
A dirlo è il Partito Democratico attraverso un documento firmato dall'Unione Comunale e dal gruppo consiliare. «Costruito diversamente, sia a monte che a valle – prosegue il documento – con un processo di coinvolgimento del consiglio comunale e della città».
«La proposta che in questa sede avanziamo – continua il documento – è che per i futuri bilanci, sia di previsione che consuntivi, siano predisposti atti d'indirizzo e di verifica, alimentati e supportati da specifici indicatori economico-sociali, che rendano esplicite le scelte rispetto alle strategie programmatiche premiate dagli elettori e riassunte nella cornice delle dichiarazioni programmatiche dell'Amministrazione. Ciò, a titolo esemplificativo, potrebbe dare luogo ad un documento d'indirizzo finanziario (Dif) che preceda il bilancio di previsione e che sia frutto di un dibattito che coinvolga la città, rispetto alle scelte fondamentali da compiersi;nella stessa logica il bilancio consuntivo dovrà essere accompagnato da una valutazione, organizzata secondo metodologie sperimentate, quali il bilancio sociale o di sostenibilità, che consenta non solo la verifica dell'allocazione delle risorse quanto della loro efficacia ed efficienza di gestione. Le conseguenze di tale approccio possono determinare un percorso virtuoso non solo rispetto alle scelte politiche ed amministrative, ma anche per quanto attiene l'universo della spesa pubblica: si pensi alla spesa sanitaria, le partecipate, gli apparati comunali verificati nel merito rispetto all'efficienza ed efficacia della propria azione rispetto agli obiettivi assegnati, sino alla presa di coscienza e conoscenza di altre risorse che, seppur a gestione diversa da quella pubblica, hanno rilevante impatto sociale, quale il privato sociale o la gestione e l'impiego del risparmio collettivo della comunità gestito dal sistema bancario».
Detto questo, la nota conclude: «Ci rendiamo ben conto che ciò comporta una rivoluzione copernicana nella gestione della cosa pubblica, che metterà alla prova culture politiche, interessi reali e prassi consolidate, ma altrettanto coscientemente siamo consapevoli che nella proposta che avanziamo non vi è alcun velleitarismo, ma la ferma consapevolezza della necessità del cambiamento. Auspichiamo pertanto che con l'approvazione del prossimo bilancio si chiuda una fase e se ne apra un'altra, a cui il Pd volgerà il proprio impegno, una fase contrassegnata da riforme sia nel modo d'essere istituzionale che nei contenuti caratterizzanti l'azione politico-amministrativa, nell'esclusivo interesse della città».
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