Il presidio
L’agricoltura fronteggia bene la crisi
L’analisi di Coldiretti: «Balzo in avanti delle imprese giovanili, con forte incidenza femminile e guidate anche da stranieri»
LUNIGIANA. Le imprese agricole sopravvivono di più. 9 imprese agricole aperte (88,2%) nel 2010 su 10 sono rimaste in piedi alla fine del 2013 contro una media del 67,4%. In pratica, un'impresa ogni tre a livello generale, ha chiuso. A dirlo è Coldiretti sulla base del rapporto annuale economico redatto dall'Istituto di Studi e Ricerca della Camera di Commercio.
Dallo studio emerge la sorprendente resistenza, malgrado il tasso di sviluppo negativo (-2,5%) compensato però da un interessante vivacità di nuove imprese giovanili, femminili e straniere, delle imprese agricole. Se prendiamo come anno di iscrizione - e quindi di nascita - il 2012, la percentuale sale addirittura al 95,1% quando il tasso medio di sopravvivenza è l'85,7%.
«E' un dato molto significativo ed incoraggiante per un comparto che sta vivendo una nuova rivoluzione imprenditoriale e strutturale; - analizza Vincenzo Tongiani, Presidente Provinciale Coldiretti - lo dimostra anche l'aumento di 10 milioni di euro del bilancio annuale nel raffronto con il 2011 evidenziando la vivacità del settore».
Complessivamente il valore aggiunto a prezzi correnti realizzato nel 2012 dall'agricoltura è stato di circa 47milioni di euro. Un dato molto positivo - conferma anche il rapporto - se valutato alla luce della crisi che incide sia sui consumi sia sulla domanda interna. Se pur marginale e concentrata in Lunigiana dove risiede il 75% delle imprese, l'agricoltura incide sul totale del valore aggiunto provinciale per l'1,1%. Poco certo rispetto al manifatturiero o ad altri settori, ma decisivi per la bilancia commerciale locale. A contribuire a questo risultato sono sempre di più, a differenza degli altri comparti, l'incredibile exploit delle imprese giovanili (under 35) che indicono per il 10,9% sul settore (1.119 imprese totali), il valore più alto a livello regionale (6,6% e 121 aziende) ed anche nazionale (6,9% e 476 aziende). Così come è da record l'incidenza delle imprese femminili (42,7% e 51 aziende) delle imprese guidate da stranieri (4,6%).
«L'incidenza delle imprese giovanili è il più importante degli elementi da analizzare: è significativo di una riscoperta del settore primario - analizza Maurizio Fantini, Direttore Provinciale Coldiretti - e di un approccio completamente diverso rispetto al passato. Queste imprese sono proiettate nel futuro. I giovani hanno compreso che l'agricoltura è il settore economico del futuro poiché ad essa sono connessi tutta una serie di funzioni e servizi come quello turistico ricettivo, enogastronomico e di tutela del territorio. Il concetto di impresa agricola si è evoluto, ed è destinato ad evolversi ulteriormente proprio grazie all'apporto dei giovani».
Innovazione, creatività e soprattutto il rilancio di alcune filiere produttive, piccole eccellenze di assoluta qualità, sono destinate a spingere l'agricoltura nel futuro sostenuto anche dal progetto di Coldiretti per una filiera agricola tutta italiana che si traduce, sul territorio, con la rete di mercati di Campagna Amica.
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