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«Le nostre cave sono paesaggio: non lo deturpano»

«Le nostre cave sono paesaggio: non lo deturpano»

CARRARA. «Sono turbato»: Giuseppe Baccioli presidente dell’associazione industriali di Massa Carrara non è tranquillo sul piano paesaggistico e nonostante che Rossi abbia detto che il piano considera...

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CARRARA. «Sono turbato»: Giuseppe Baccioli presidente dell’associazione industriali di Massa Carrara non è tranquillo sul piano paesaggistico e nonostante che Rossi abbia detto che il piano considera le cave come parte del paesaggio, Baccioli ritiene che la norma debba sancirlo pienamente: «Va riconosciuto il valore ambientalistico della cave. Sono patrimonio ambientale, come dice il piano strutturale del Comune di Carrara». Parla anche della revisione della legge regionale 78/98: «L’impianto normativo sembra finalizzato male: solo 7 anni come periodo transitorio, per poi fare le gare a evidenza pubblica per rilasciare le nuove concessioni? E chi investe più?». La filiera: «Va considerata tutta, dal monte al piano, ma chi ha entrambe le attività e si vedesse togliere le concessioni delle cave da qualcuno che in gara offre di più, allora la filiera che fine farà?». Anche Anselmo Ricci presidente della cooperativa cavatori di Gioia è preoccupato per la possibile durata delle concessioni: «Abbiamo rilevato (da diversi fallimenti) la cava Calocara 115, abbiamo 16 addetti. Dopo 7- 8 anni in perdita ora comincia a fruttare: ma chi lo avrebbe fatto con limiti di sette anni?».

Baccioli allarga il discorso: «La disoccupazione in provincia è al 12%: 4 punti più alta della Regione. Il manifatturiero qui rappresenta solo il 14% del Prodotto interno lordo totale, mentre la media italiana è del 18%. Dobbiamo incrementare il manifatturiero e il marmo deve rappresentare l’opportunità: di fatto il comparto ha retto e senza incrementare l’escavato, calato a Carrara a 900mila tonnellate annue (1 milione e 300mila tonnellate nel distretto). Il fatturato dei blocchi è aumentato qui del 3,4% e quello dei lavorati è salito del 9,3% dal 2012, alla barba di chi dice che qua non c’è la filiera». Dice anche che il comprensorio apuoversiliese ha superato Verona, «con tassi di crescita continui negli ultimi 4 anni. Le imprese hanno investito nella sicurezza ma con un iter senza stravolgimenti, lo si faccia anche per il tema dell’ambiente». Anselmo Ricci nega che il paesaggio venga distrutto dalle cave: «Le cave, - fonte Parco delle Apuane – sono il 3,75 delle Apuane. Quindi c’è un pregiudizio di fondo nel Piano paesaggistico. In quanto alla filiera, il Distretto apuoversiliese non ha saputo sopperire al crollo del granito, e occorre valutare bene il concetto di filiera. Per l’ospedale nuovo abbiamo offerto il marmo gratis, non ci hanno neppure risposto». Ci sono anche molti dubbi su come calcolare il valore medio del prodotto ai fini dei canoni comunali.

Il vice sindaco Andrea Vannucci: «Le cose devono cambiare», col piano paesaggistico, la nuova legge regionale 78, il nuovo regolamento comunale delle cave. Si discuta nella concretezza. L’escavazione deve dare più ricchezza alla collettività. Cave sì, ma salvaguardando sicurezza, embiente e paesaggio».(c.car.)

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