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Gigli: «Ma i politici dove sono?»

Gigli: «Ma i politici dove sono?»

L’artista che espone i suoi “gioielli musicali”: per rilanciare la città dovrebbero stare di più fra la gente

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CARRARA. «Il rilancio di una città, parte anche dalla presenza dei politici nelle strade, tra la gente, a significare in prima persona, che credono in ciò che predicano.Siamo oltre la metà della kermesse Marble Weeks, e l'unica apparizione dei politici è stata quella del balcone di piazza Alberica, che a molti ha ricordato momenti di un passato poco felice, piccoli particolari, ma significativi nel determinare lo scollamento, tra politica e popolo». Lo pensa e lo dice Lucio Gigli che espone opere a Marble Weeks: una delle mostre più visitate, aperta fino al 3 agosto all'Istituto Ricerche della Camera di Commercio in Corso Rosselli. Un progetto originale, che percorre, in 50 metri quadrati, 500 anni di Storia della Musica attraverso gli strumenti.

«Una volta il politico andava porta a porta, dava il buono Eca ai bisognosi, cantava alle feste e beveva vino assieme a noi. In fondo io non centro niente con questo mondo, se non per la parentesi dell'organetto di marmo e per il fatto di essere figlio di un cavatore, quindi non potevo pretendere di più, anche se devo confessare, credevo che almeno la curiosità, riuscisse a scollare dalla poltrona, qualcuno del Palazzo, qualche addetto ai lavori. Per non parlare dei grandi critici.Ho messo a disposizione della città il lavoro di oltre 40 anni di ricerca, condensando nei 50 metri quadrati a disposizione, oltre 500 anni di storia della musica, passando dal clavicordo alla spinetta fino ad arrivare alla materializzazione di un progetto di Leonardo Da Vinci e all'organetto di marmo di Carrara unico esemplare al mondo. Ho aperto ai visitatori uno spazio di festa e di amicizia – aggiunge Gigli – e devo dire che la gente ha risposto a differenza degli addetti ai lavori. Di questa esperi nza, mi rimane comunque la certezza di essere riuscito a far nascere sorrisi nei bambini, a illuminare per un istante gli sguardi delle persone che entrano seriose, ed escono con il sorriso sulle labbra. Mi dispiace per quelli che non ne hanno saputo approfittare e neanche se ne sono accorti, era tutto gratis».

Lucio Gigli è un carrarino doc figlio e nipote di cavatori, che svolge, con successo, l'attività di accordatore di pianoforti: sugli strumenti accordati da lui hanno suonato, tra gli altri, Paolo Conte, Giovanni Allevi, Vinicio Capossela, Andrea Bocelli. Ma non solo: recentemente, in occasione del matrimonio fiorentino tra Kim Kardashian e Kanye West, Gigli ha preparato tutti i pianoforti che hanno suonato nel corso delle nozze "Vip" al Forte Belvedere.

Nel corso della sua carriera la passione per tutto ciò che emette suoni ha portato Gigli a ricostruire strumenti antichi o a restaurali. Nell'esposizione ospitata all'ISR sono in mostra molte "creature" della sua collezione: dal clavicordo alla spinetta, ad alcune pianole meccaniche fino all'organetto in marmo, strumento unico al mondo realizzato dallo stesso Gigli per questa Marble Weeks.

"Sono figlio di un cavatore –spiega Gigli – e i miei ricordi d'infanzia inevitabilmente sono legati anche al marmo: ho ancora nelle orecchie il suono sibillino emesso dal blocco di marmo che sotto i colpi del martello di mio padre si lasciava quadrare, così come i comandi cadenzati dei lizzatori che accompagnavano a valle i blocchi a suon di musica, che oggi potremmo definire i rapper delle Apuane. Questo strumento è dedicato a loro. E all'emozione che ancora provo nel rivangare con nostalgia e amore i luoghi, le atmosfere e le persone di allora, in particolare quelle che hanno lasciato la vita su queste montagne».

«Ho costruito decine di strumenti musicali – dice Gigli – e il legno l'ha fatta sempre da padrone, ma questa volta ho scelto il marmo, anche perché volevo fare un omaggio alla mia città, che ne è la capitale mondiale, spero di esserci riuscito: la lavorazione non è certo delle migliori, ma lo scopo principale era quello di ottenere delle note, mettendo insieme delle lastre di marmo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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