Il presidio
Parco o riserva incerto il futuro del Lago di Porta
Il punto in un dibattito al Cinquale: le acque del depuratore che servirà cava Fornace finiranno in una condotta di Gaia
MONTIGNOSO. Non c'è solo il progetto del depuratore per il trattamento del percolato della discarica di Cava Fornace a minacciare il Lago di Porta.
Adesso una “minaccia” arriva anche dalla Regione ed è la normativa che porterà all'abrogazione delle Aree Naturali Protette. Lo ha annunciato Legambiente durante la tavola rotonda che si è tenuta giovedì sera nella sede dell'Apt del Cinquale in occasione del passaggio in terra apuana di “Golletta dei Laghi”, la campagna nazionale dell'associazione ambientalista a difesa delle acque interne.
Il Lago di Porta è entrato, infatti, a pieno diritto nel circuito di laghi da difendere in nome tanto della tutela ambientale, quanto del rilancio del turismo.
«Il lago di Porta ha tutte le carte in regola per diventare riserva regionale – commenta Stefano Raimondi, portavoce della Goletta dei Laghi, presente all'incontro -. E' necessario investire sulla protezione dell'ecosistema sia per preservarne le caratteristiche sia per rilanciare l'area anche come meta naturalistica attraente per turisti sostenibili. Essere riserva regionale significa anche avere importanti possibilità economiche e di marketing territoriale da cogliere. Bisogna quindi abbandonare i progetti impattanti che vanno in contraddizione con questo percorso». Al dibattito hanno partecipato anche l'assessore all'ambiente, Andrea Gabrielli e il presidente del comitato di gestione Anpil Pietro Bacci, che hanno fatto il punto sul progetto del depuratore, che sembrerebbe in standby.
Non tanto l'installazione dell'impianto stesso, quanto – punto ostico – lo scarico delle acque depurate nell'area del Lago di Porta. Su questo ultimo passaggio, infatti, dall'ultima conferenza di servizi, sarebbe emersa la necessità di una previa valutazione di impatto ambientale, a carico chiaramente del gestore.
E' a questo punto che è spuntata l'alternativa da Programma Ambiente Apuane – società che gestisce la discarica – di raccogliere le acque e farle confluire in un condotto di Gaia. Progetto al vaglio del gestore del servizio idrico e che, se fattibile, farebbe tirare un sospiro di sollievo a chi da anni si sgola per la difesa di quell'area.
A maggior ragione perché adesso un altro ostacolo incombe: la legge quadro della Regione. Con la nuova normativa infatti le Anpil andranno a scomparire e il loro destino sarà quello di diventare o riserve naturali regionali, quindi a tutela maggiore, o semplici parchi urbani, quindi a tutela minore.
La paura quindi è che il Lago di Porta torni al pre-Anpil: una zona umida che ha dovuto lottare contro la cementificazione, le discariche abusive, la caccia e molto altro. È in questo contesto, però, che intanto arriva una buona notizia: l'arrivo di oltre centomila euro per restaurare una parte di Casina Mattioli.
Il progetto per la ristrutturazione totale, presentato dal Comune, costava decisamente di più, circa 600 mila euro. La Regione però ha messo a disposizione 80 mila - a patto che venga restaurato almeno un locale - e altri 40 mila dalla Provincia di Lucca.
«Abbiamo appreso con soddisfazione del piano di restauro di una parte dell'edificio ad uso dell'area protetta, senza progetti immobiliari non consoni – commenta Paolo Panni, presidente del circolo Legambiente Massa Montignoso -. Per quanto riguarda l'impianto di depurazione, non possiamo che essere favorevoli alla Valutazione di Impatto Ambientale che dovrà essere attivata. Ben vengano inoltre proposte alternative che siano in grado di salvaguardare l'area»
Melania Carnevali
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