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Gli americani salveranno la chiesa di Noceto
Sono allievi di una scuola di restauro. Manca però ancora metà del budget (7mila euro). L’appello di Don Primiero
GRAGNANA. Saranno dei restauratori americani, allievi di una scuola fiorentina, a rifare gli interni della chiesa di Noceto, dedicata a Sant’Antonio Abate. A don Primiero Scortini, parroco di Gragnana, non sembra vero: sono passati 13 anni da quando il primo “lotto” (tetto e pareti esterne) venne terminato; poi i lavori si bloccarono perchè non c’era più una lira (è proprio il caso di dirlo, visto che era il 2000 e l’euro ancora non c’era). Gli americani arriveranno dopo la festa di Sant’Anna, che si celebra il 26 luglio. C’è però un problema: e si tratta ancora di soldi. Per restaurare l’interno della chiesa servono 13.550 euro e per ora ce ne sono solo la metà. Don Primiero lancia un appello alle anime perché inducano la mano ad “andare” al portafoglio. É per una buona causa. E poi il primo ad autotassarsi è stato proprio lui.
C’è il parere positivo della Soprintendenza “alle belle arti”. C’è il nulla osta della curia vescovile. E c’è la disponibilità della scuola di restauro “Lorenzo De’ Medici” di Firenze a prendere i soldi “a babbo morto”. «Ci hanno assicurato – dice Don Primiero – che sono disposti ad aspettare due anni per il pagamento». Si tratta infatti di una specie di virtuoso baratto: i nocetini avranno la loro chiesa restaurata e gli studenti americani potranno vantare nei loro curricula di aver messo le mani sopra ad un edificio sacro del BelPaese e risalente al 1600: per loro infatti si tratta di un tirocinio. Curioso anche il modo in cui si sia trovata questa collaborazione: la scuola di Firenze restaurò una chiesa di Empoli e ad Empoli vivono alcune famiglie originarie di Noceto... Il passaparola ha fatto il resto.
Più di così a Firenze non si può chiedere: oltre alla dilazione del pagamento, infatti, c’è da dire che sulla somma richiesta – 13.550 euro – sono stati caricati solo il costo dei materiali e il vitto per i giovani restauratori. Quindi, insomma, il budget bisogna raggiungerlo e al più presto. «Abbiamo aperto una sottoscrizione – spiega Don Primiero – la cifra necessaria ancora non l’abbiamo, siamo circa alla metà. Lanciamo un appello ai nocetini (che però sono solo 40, ndr), ai comparrocchiani di Castelpoggio, a chi non abita qui ma ha a cuore il paese di Noceto. E ovviamente rivolgiamo la nostra richiesta di aiuto anche al presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara». Nel 2000 per la prima fase dei lavori (che costarono il corrispettivo in lire di 35-40mila euro) la differenza la fece l’8 per mille, oltre che le offerte dei parrocchiani. Don Primiero ci conta, insomma. E i prossimi eventi dell’estate gragnanina potrebbero essere occasione per una raccolta fruttuosa.
Giovanna Mezzana
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