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Ecco Convivere, l’Africa in casa nostra
Settanta appuntamenti in tre giorni, a settembre, tutti gratuiti: conferenze, spettacoli e concerti
CARRARA. Come si può racchiudere tutta la cultura, tutta l'arte, la musica, la letteratura, insomma tutta la storia di un popolo in una sola manifestazione? Forse è meglio parlare di “culture”: di aspetti, di immagini e di storie che ogni paese, ogni stato o continente, è riuscito a creare nel tempo, subendo, ascoltando, rielaborando altri aspetti, altre immagini e altre storie. Entrando in contatto con loro. La nona edizione del Festival Convivere che - grazie alla Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara - colorerà la città di Carrara dal 5 al 7 settembre, cercherà di fare proprio questo: raccontare l'essenza e la vita di un intero continente, l'Africa. Come? Attraverso l'”umanità”. Questa è la miglior chiave di lettura per cercare di trasmette e ricevere un messaggio, semplicemente perchè (av)vicina all'uomo: «L'Africa - spiega il professor Remo Bodei, direttore scientifico del festival - da sempre è quella parte di pianeta che rappresenta nell'immaginario comune il mistero, il mito di un mondo perduto che però spesso ha contribuito a cristallizzare un ritratto del continente come di una realtà subalterna, condannata all'arretratezza e incline a conflitti endemici. Vogliamo superare questo affresco monocromatico, carico di stereotipi, presentando un mondo diverso, un mosaico dinamico, un continente ricco di storia, dalle straordinaria vitalità e dal fascino di culture e tradizioni millenarie.» Insomma un calendario ricco di iniziative e di ospiti - troppi poterli elencare tutti - tutti con un obiettivo: parlare, capire, vivere l'Africa. Dalla conversazione con Walter Veltroni, alle riflessioni sul fenomeno drammatico dei migranti grazie al direttore di Migrantes Giancarlo Perego, fino alle tematiche femminili del Terzo Mondo con la presidente di Associazione Donne Italiane per lo Sviluppo Daniela Colombo. E ancora, antropologia, economia, filosofia, tutte le scienze umane tenderanno la mano per dibattere e riflettere sul futuro e lo sviluppo del continente. Presente anche il comico Giobbe Covatta, da sempre impegnato nella Fondazione Africana per la Medicina e la Ricerca, e con lui la musica e la letteratura: solo così un festival può trasmettere qualcosa e allo stesso tempo divertire. E per l'edizione di quest'anno due importanti novità: tutte le iniziative - le conferenze, gli spettacoli e anche i concerti, per un totale di settanta appuntamenti in appena tre giorni - saranno gratuiti. L'altra grande novità riguarda la città di Massa: l'amministrazione infatti darà il suo contributo al Festival aprendo le porte di Palazzo Ducale con una mostra inedita di opere sulle varie culture del Camerun, realizzate dell'artista argentino Julio Riva e donate al Comune. Insomma un festival che lascia il segno, anche in termini economici visto che nel 2013 - secondo uno studio condotto dell'Istituto Studi e Ricerche - ha determinato un valore aggiunto alla città di circa 320mila euro.
Alessio Profetti
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