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«Sono disabile, ma l’Asl non mi cura a casa»

MASSA. Dopo un’operazione le si è formata un’ulcera sotto il piede destro e da allora cammina con fatica. Nonostante questo, e nonostante una invalidità del centro per cento per una patologia che la...

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MASSA. Dopo un’operazione le si è formata un’ulcera sotto il piede destro e da allora cammina con fatica. Nonostante questo, e nonostante una invalidità del centro per cento per una patologia che la costringe a cure prolungate, Maria Teresa Chiti è costretta a uscire di casa e a fare avanti e indietro tra procura e caserma dei carabinieri. È l’unicoi modo per gridare la sua rabbia contro l’Asl che nonostante un certificato medico disponga medicazioni quotidiane all’arto inferiore non le manda gli infermieri a domicilio. «Non posso andare sempre in ambulatorio, le mie condizioni di salute non me lo permettono». Così ha presentato un esposto dove spiega qual è stato il suo calvario, dall’operazione nel reparto di chirurgia donne per una ipercheratosi plantare con l’asportazione di cute dalla coscia sinistra. «Non mi dissero nulla e agirono di testa loro. Da allora ho sostenuto numerose visite mediche ma nessuno è riuscito a guarirmi»,

Qualche giorno fa la Chiti è dovuta andare al pronto soccorso, dove è stata certificata l’ulcera da decubito. «Senza le medicazioni è chiaro che la situazione invece di migliorare peggiora». E sono proprio i medici che le hanno detto di non appoggiare il piede per terra, altrimenti il rischio è quello di non guarire più. «Io non posso andare negli ambulatori a farmi medicare, ci sono una montagna di certificati medici che mi vietano di muovermi liberamente. Se non fanno le visite a domicilio e mi succede qualcosa di grave riterrò loro responsabili. Per questo ho presentato l’esposto in procura. L’Asl non può abbandonarmi».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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