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Rischia di naufragare il Piano Paesaggistico

di Cinzia Chiappini
Rischia di naufragare il Piano Paesaggistico

CARRARA. Secondo i rumors che arrivano da Firenze, il Piano Paesaggistico adottato di recente dal consiglio regionale, rischia di naufragare per le troppe "osservazioni" (che chiunque può fare in...

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CARRARA. Secondo i rumors che arrivano da Firenze, il Piano Paesaggistico adottato di recente dal consiglio regionale, rischia di naufragare per le troppe "osservazioni" (che chiunque può fare in qualità di cittadino o referente di associazioni o comitati). Tra queste ci sarà anche il “contributo” del Comune di Carrara.

Tra la pioggia di osservazioni al Piano Paesaggistico adottato il 2 luglio dal consiglio toscano, ci saranno infatti anche quelle del comune di Carrara.

Insieme alle “obiezioni” di ambientalisti da un lato e industriali dall’altro, l’Amministrazione toscana dovrà insomma esaminare anche le osservazioni di Piazza Due Giugno: lo ha annunciato ieri il dirigente del settore Marmo Marco Tonelli, davanti alle commissioni Lapideo e Urbanistica, riunite in seduta congiunta proprio per discutere del Piano Paesaggistico.

Certo, le osservazioni del Municipio non saranno “pesanti” come quelle che probabilmente arriveranno dal fronte “No Cave”, che chiede sostanzialmente un ritorno alla prima versione del Piano. Nè probabilmente saranno di considerevole peso come quelle degli industriali, che – per protestare contro questo strumento – hanno indetto addirittura un fermo del lavoro, il primo da ventidue anni a questa parte.

Secondo i “si dice” che circolano in Regione, le osservazioni saranno così tante, da rendere improbabile, se non impossibile, l’approvazione del testo entro la fine del mandato dell’Amministrazione del governatore Enrico Rossi, in scadenza a primavera.

Difficilmente però a determinare il naufragio, saranno le richieste di modifica che arriveranno dall’Amministrazione carrarese, incentrate prettamente su una questione tecnica.

Ancor prima dell’adozione del Piano, il municipio aveva sollecitato una ridefinizione dei “bacini marmiferi”.

Il testo ne indica tre, due di piccole dimensioni e un terzo, più grande, a cavallo tra il comune di Carrara e quello di Massa.

Piazza Due Giugno ha segnalato la difficoltà di gestire un bacino così esteso, a ridosso di due diversi municipi e su cui insistono così tante attività, soprattutto nel caso in cui, il Comune sia chiamato a vagliare i piani attuativi, obbligatori per l’apertura di nuove cave, la riattivazione di quelle dismesse da oltre venti anni o in caso di varianti sostanziali.

La fase del dibattito sul testo si è conclusa senza alcuna risposta della Regione alle segnalazioni del comune di Carrara a cui resta, come ultima chanche, il ricorso alle “osservazioni”.

Non rimane dunque che attendere.

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