Il Tirreno

Basta sconti ai fannulloni, assumere al loro posto operai volenterosi

Basta sconti ai fannulloni, assumere al loro posto operai volenterosi

Anatema di Costantino, imprenditore della nautica, all’assemblea annuale di Assoindustria Carrara: «Solo così si difende il lavoro sano»

2 MINUTI DI LETTURA





CARRARA. Di lavoro se ne intende l’ex velista Giovanni Costantino da Taranto. Lo ha dimostrato come manager della Natuzzi; poi come imprenditore navale che in pochi anni ha acquisito marchi storici come la Tecnomar di Viareggio, Admiral, fino alla scalata (non facile) dei Nuovi Cantieri Apuani. Per questo, l’uscita del genero di Giorgino Giugiaro - il “car manager del secolo” - non passa inosservata all’assemblea dell’anno di Assoindustria: «Basta coi fannulloni. Le imprese virtuose devono poterli sostituire con operai virtuosi». In poche ore, la frase fa il giro della Toscana. Forse anche perché il rapporto fra questo imprenditore e i sindacati è turbolento.

In primavera c’è stato perfino uno scambio di accuse con un dirigente della Cgil che sosteneva di essere stato strattonato. Con strascico di querele. Ma Costantino ha proseguito per la sua strada, con il suo ritmo di lavoro, per produrre yacht di lusso. E quindi all’assemblea annuale di Assoindustria a Carrara, lunedì, ribadisce: “Non possiamo più fare sconti ai fannulloni, bisognerebbe concedere alle aziende virtuose la possibilità di licenziarli a patto che si assuma un altro operaio col medesimo salario; occorre tutelare il lavoro sano".

Per evitare che le sue parole non vengano fraintese, Costantino aggiunge anche: "Due terzi dei lavoratori della mia azienda sono disponibili a imparare cose nuove mentre un terzo non vuole cambiare mentalità". Si vuole opporre al cambiamento. E questo - a suo avviso - non va bene per un’impresa che voglia stare al passo con il mercato. Resta da vedere che cosa ne pensano i sindacati.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera