Il Tirreno

Omnia antiqua nova in piazza duomo

E gli oggetti di design rivivono nel “bianco”

E gli oggetti di design rivivono nel “bianco”

CARRARA. Una mostra “Omnia antiqua nova” dell’architetto Giorgia Feraudo, in uno dei fondi che si affaccia in piazza Duomo. Tre componenti d’arredo in marmo con alle spalle una storia assai...

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CARRARA. Una mostra “Omnia antiqua nova” dell’architetto Giorgia Feraudo, in uno dei fondi che si affaccia in piazza Duomo. Tre componenti d’arredo in marmo con alle spalle una storia assai articolata ed interessante. In occasione di Marble weeksi, la Feraudo, nata a Ivrea nel 1980 e laureatasi al Politecnico di Torino nel 2005, ha ripreso alcuni progetti di suo padre, risalenti ad oltre 30 anni fa ed eseguiti in travertino. L’architetta, nonostante la giovane età ha già alle spalle un curriculum di tutto rispetto, con esperienze lavorative sia in Italia che all’estero, che l’hanno vista collaborare anche all’organizzazione della prima edizione di Marble Weeks, nel 2011, con lo Studio di Progettazione Zot degli architetti Silvia Nerbi e Paolo Armenise, ideatore della rassegna carrarese, scomparso tragicamente nei giorni scorsi. Nel 1983 Roberto Feraudo, padre di Giorgia, progettò 13 componenti d’arredo in travertino. Lo stesso anno la Sotepp International di Torino decise di mettere tutti i pezzi in produzione, dedicandoli un intero stand alla fiera Casaidea di Roma. Gli oggetti riscossero un successo considerevole, soprattutto i due tavolini “Prominens” e “Boletus”, realizzati in travertino e cristallo, e l’attaccapanni “Suspensus”, in travertino e legno. “Prominens” e “Boletus” piacquero così tanto che per tutto marzo 1984 vennero esposti al Museo di Arte Contemporanea di New York. Nel 1988, però, la Sotepp fallì e Roberto Feraudo si riprese i suoi progetti. Ma lo stesso anno la ditta Olimpia Arredi propose di produrre l’attaccapanni “Suspensus”, chiedendo all’autore di apportare alcune modifiche per ridurre i costi di produzione. Feraudo realizzò così l’attaccapanni “Istrice”, prodotto per 4 anni da Olimpia Arredi, la cui base non era più in travertino, ma inmateriale sintetico. I bastoni non erano più di legno, ma in metallo. Nel 1992 si fece avanti la Bbb Emme Bonacina, che chiese al progettista di effettuare un ulteriore restyling di “Suspensus” per il proprio catalogo. Il nuovo attaccapanni, chiamato “Tangram”, presentava una base appesantita con cemento e bastoni in legno di faggio tinto. La giovane, arrivata a Carrara, decide di riprendere i vecchi disegni del padre, riproponendo i suoi oggetti più significativi in marmo locale. Così Giorgia, con la consulenza del genitore e di Augusto Danesi del laboratorio Marmo In di Bedizzano, realizza i primi prototipi marmorei dei tre pezzi d’arredo. Il marmo ha fornito un nuovo fascino a questi oggetti.

David Chiappuella

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