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Forno crematorio: scoppia la guerra fra Carrara e Massa

Forno crematorio: scoppia la guerra fra Carrara e Massa

Il presidente di Apuafarma: a fine anno i lavori a Turigliano Ma oltre Foce rilanciano con il progetto per Montignoso

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CARRARA. «Il nostro obiettivo e’ posare la prima pietra del nuovo forno crematorio a Turgliano entro la fine del 2014»: lo ha dichiarato Fabrizio Volpi, presidente di Apuafarma in occasione della sua prima audizione davanti alla commissione Bilancio del Comune di Carrara.

Verifica dei costi del personale, efficientamento dei servizi, ma soprattutto la realizzazione in tempi brevi del forno crematorio a Turigliano: è questa la strategia messa a punto dal nuovo consiglio di amministrazione di Apuafarma per rimettere in sesto le casse dell’azienda.

Per far quadrare il bilancio della municipalizzata e riportare i suo conti in equilibrio la nuova dirigenza sta lavorando su più fronti: dal rilancio delle farmacie, con una valutazione approfondita sui costi del personale, al miglioramento della qualità dei servizi offerti, anche attraverso possibili nuove assunzioni nel settore della refezione e del trasporto scolastico.

Ma il vero asso nella manica di Fabrizio Volpi, da maggio presidente di Apuafarma, è la realizzazione del forno crematorio al cimitero di Turgliano: lo si è capito, chiaramente, ieri in commissione Bilancio e Partecipate. Davanti ai consiglieri comunali, Volpi ha definito quella del forno crematorio una «priorità, un’esigenza della città che ci potrà aiutare a sistemare i problemi di bilancio».

Certo, come hanno spiegato l’assessore alle Finanze e al Sociale Giuseppina Andreazzoli e diversi consiglieri, si tratta di un servizio importante per i cittadini che, oggi, sono costretti a lunghe e costose trasferte per raggiungere le strutture più vicine, come quella di Livorno.

Apuafarma ormai da qualche tempo ha annunciato il progetto di costruire nella zona adiacente al cimitero di Turgliano un forno da 450 cremazioni all’anno, per un investimento da 6-700 mila euro da realizzare con il sistema del project financing. Inutile nascondere però che quello delle cremazioni sia anche un business, soprattutto in un territorio come quello apuano, oggi mal fornito.

Il paradosso è che però, di qui a breve, potrebbe esserci un surplus dell’offerta: a Massa si parla di un ampliamento e rinnovo dell’attuale struttura – che oggi “serve” solo i residenti ma che dopo la ristrutturazione potrebbe aprirsi anche al “mercato” extracittadino - con un investimento da 2,5 milioni di euro mentre a Montignoso è stato annunciato un referendum per decidere se costruire o meno un forno crematorio sul territorio municipale. Insomma nel giro di poco tempo in provincia, potrebbero esserci se non tre, quanto meno due forni crematori, uno a Massa e uno a Carrara, entrambi di dimensioni importanti, che potrebbero rispondere a una domanda di “area vasta”.

Il rischio, ovviamente, è quello di avere due strutture gemelle, a distanza di 7 chilometri l’una dall’altra, in concorrenza tra di loro, a discapito delle casse di entrambi i comuni.

Cinzia Chiappini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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