Il Tirreno

Tasi, tassa a misura di famiglia

di Chiara Sillicani

Sarà applicata aliquota del 2,9. Previste detrazioni sulla prima casa e sui figli minori di 26 anni

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MASSA. Se di case ne hai una sola e magari acquistata facendo i salti mortali e con tanto di mutuo, nel 2013 hai tirato un bel sospiro di sollievo: non hai dovuto metterti le mani in tasca e pagare l’ Imu (imposta municipale sugli immobili). Ma la buona notizia è durata poco perché quest’anno i proprietari di prima casa tornano a sfilarsi soldi dal portafoglio. Non pagano l’Imu, vero, ma - eccoci al cuore della questione - sono chiamati a versare la Tasi, una tassa nuova nuova sui servizi indivisibili, dall’illuminazione alla manutenzione del verde. Ad istituirla è la legge di stabilità 2014 e le due variabili su cui si calcola l’importo sono la rendita catastale (tutto ruota ancora intorno all’abitazione) e l’aliquota definita dai Comuni. La giunta Volpi ha deciso che a casa nostra quell’aliquota (il valore per cui la rendita va moltiplicata) sarà pari al 2,9 per mille. Decisione messa nero su bianco nel bilancio di previsione che aspetta ancora, però - e non è un dettaglio - il via libera del consiglio comunale.
Cosa ha deciso l’amministrazione. Il legislatore lascia ai Comuni un margine di azione, le aliquote - dice la norma - possono variare dall’1 per mille al 3,3 per mille: alle amministrazioni la scelta; in ogni caso, però, il denaro incassato con l’applicazione di aliquote superiori al 2,5 deve essere interamente destinato alla detrazioni. Vale a dire a politiche fiscali che impongano un criterio di progressività e “tutelino” i soggetti economicamente più deboli. Così quando via Porta Fabbrica sceglie il 2,9 per mille sa che la cifra incassata con quell’ulteriore 0,4 (la differenza tra l’aliquota scelta e quella del 2,5) finirà in detrazioni. Per una cifra pari a 600mila euro. Comunque pochi, tanto che alle detrazioni la giunta decide di destinare altri 600mila euro, ricavati dall’imposizione di un’aliquota Tasi dello 0,4 per mille a chi ha una seconda casa “improduttiva”: non ci vive nessuno e non è affittata (per quell’abitazione sopravvive anche l’Imu con un’aliquota applicata del 10,6%). Un milione e 200mila euro complessivi destinati quindi alle detrazioni.
Le detrazioni. L’Imu prima casa prevedeva una detrazione fissa di 200 euro, più 50 euro a figlio, per la Tasi - così indica la giunta nel bilancio di previsione - la detrazione è di 100 euro per abitazioni con una rendita catastale fino a 500 euro. Scende a 30 euro se la rendita sale fino a 700 euro. È prevista inoltre una detrazione di 30 euro per ciascun figlio minore di 26 anni che viva con i genitori.
Ma quanto pagheremo. L’amministrazione garantisce che non sarà una stangata: ad imporre la tassa è stato il legislatore, ma la giunta assicura di aver fatto tutti gli sforzi possibile per non gravare sulle tasche dei più deboli: «Abbiamo evitato - spiega Giovanni Rutili, assessore alle finanze - oscillazioni significative rispetto all’Imu prima casa del 2012». L’Imu prevedeva infatti un’aliquota più alta (pari al 4per mille), ma anche detrazioni più corpose. Due anni fa - per far parlare i numeri - l’imposta sugli immobili portò nelle casse del Comune poco più di 5 milioni, quest’anno la Tasi (se il consiglio approverà il bilancio e l’aliquota) ne garantirà 4,7 (a cui va aggiunto l’1,2 destinato alle detrazioni). L’Imu rimane, comunque, anche nel 2014, la voce più importante: 15 milioni in un bilancio di previsione di 68 milioni. Il prossimo step è il via libera del consiglio (previsto per la metà di luglio). Poi i massesi avranno un paio di mesi per fare i conti (sul sito del Comune sarà installato un apposito programma) e ad ottobre dovranno pagare la Tasi.

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