Il Tirreno

Legambiente: nessuna proposta di finire la Pontremolese

AULLA. Legambiente nazionale ha inserito nel dossier #sbloccafuturo la richiesta per il completamento del raddoppio della ferrovia Pontremolese tra le 101 opere per sbloccare il futuro dell'Italia....

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AULLA. Legambiente nazionale ha inserito nel dossier #sbloccafuturo la richiesta per il completamento del raddoppio della ferrovia Pontremolese tra le 101 opere per sbloccare il futuro dell'Italia. Un'opera di cui si parla da ormai 30 anni e realizzata solo in parte, un'opera che nessun ente locale ha proposto al premier Matteo Renzi per il decreto "Sblocca Italia".

Certamente il raddoppio completo della Pontremolese non potrebbe che portare benefici al territorio lunigianese e ora si spera che qualcosa si muova grazie al dossier di Legambiente. Ecco il passaggio inerente la Pontremolese, che viene definita «una ferrovia per collegare il Tirreno all’Europa», contenuto nel dossier di Legambiente: «Il progetto di potenziamento con doppio binario della linea ferroviaria di collegamento tra la Provincia di Parma con l’area tirrenica di La Spezia interessa un tratto di circa 64 km. E’ parte dell’asse ferroviario Brennero-Verona-Parma-Spezia, che collega la pianura Padana e l’Europa centrale, passando per Toscana, Liguria, Emilia Romagna e offrendo un utile sbocco ai porti di Livorno e La Spezia. Si tratta di un progetto già presente nei piani FS negli anni '80, quando la Comunità Europea incluse questa tratta tra le strozzature da eliminare. Nel 2009 il Cipe approva il progetto preliminare con un’assegnazione di 234,6 milioni di euro e il Governo nomina un commissario straordinario per l’opera. Nonostante i finanziamenti siano disponibili, tutto è ancora fermo alla fase di progettazione preliminare».

Secondo Legambiente nazionale, sono 101 le piccole e medie opere incompiute, utili al territorio e ai cittadini. Con il dossier #sbloccafuturo Legambiente raccoglie e risponde alla sfida lanciata dal premier Renzi ai sindaci d’Italia per individuare procedimenti fermi da anni, per ritardi o inconcludenze di settori diversi della pubblica amministrazione. La voce più consistente riguarda il sistema dei trasporti (ferrovie, trasporti urbani, mobilità dolce), insieme alla messa in sicurezza del territorio dal rischio idrogeologico. Poi, a seguire, bonifiche, depurazione, riqualificazione urbana, sicurezza sismica, abbattimento di manufatti abusivi, impianti per chiudere il ciclo dei rifiuti.

«Nel decreto "Sblocca Italia" che il Governo ha annunciato per fine luglio dovranno trovare spazio - puntualizza Legambiente - regole e procedure per la realizzazione di opere la cui mancata realizzazione pesa negativamente sulla salute dei cittadini, sulla loro libertà di movimento, sulla possibilità di migliorare la qualità della vita, l’economia locale e nazionale». (g.u.)

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