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«Qui niente lampioni e i ladri hanno vita facile»
CARRARA. Bonascola, via Spondarella: è un altro caso di strade dimenticate non da Dio, ma dal sindaco. Cittadini di serie A e di serie B giocano ogni giorno la partita più importante della vita,...
CARRARA. Bonascola, via Spondarella: è un altro caso di strade dimenticate non da Dio, ma dal sindaco. Cittadini di serie A e di serie B giocano ogni giorno la partita più importante della vita, quella contro la criminalità e per la sicurezza delle loro famiglie. Ma a Bonascola spesso si perde. Via Spondarella sembra una strada privata, ma in realtà è comunale e nonostante questo, da 30 anni manca l'illuminazione pubblica. Impensabile, almeno dovrebbe essere, per un paese che si reputa ancora civile. Un caso quasi eclatante, perché non è che non funzionino i lampioni, o che si spengano presto: qui mancano proprio gli impianti, ma installati, mai visto un lampione, eppure in quella strada vivono una cinquantina di famiglie e considerando che poi sbocca in via Quasimodo e che dunque per arrivarci bisogna passare da lì, le famiglie in difficoltà per il buio salgano a 100. A scriverci è una cittadina esasperata, anche dagli ultimi eventi criminosi che hanno colpito la sua strada. «E' logico che in una strada buia i ladri abbiano più facilità ad entrare nelle case e poi a dileguarsi, senza essere mai riconosciuti; questa situazione va avanti da sempre». I furti in via Spondarella sono infatti sempre stati frequenti, ma nell'ultimo mese le abitazioni di questi residenti sono state prese di mira e svaligiate, agli orari più impensabili, ma soprattutto la sera e con i padroni di casa ancora svegli. Poi c'è stata l'aggressione con cacciavite che ha sconvolto tutti i residenti: i ladri, scoperti da un padre di famiglia, non hanno esitato a minacciarlo alla gola.
«Via Spondarella inoltre- continua la cittadina- è anche disastrata dal passaggio indiscriminato dei mezzi pesanti; ci sono buche per la strada che diventano anche voragini e che col buio si trasformano in vere e proprie trappole. Tanti anziani sono caduti, ma non solo: ci hanno distrutto tubature di gas e acqua, abbiamo inviato petizioni in comune, scritto ad assessori e sindaco in persona; una volta vennero dei tecnici che fecero dei segni per terra e ci fecero credere che avrebbero installato i lampioni. Ma poi non si è visto più nessuno».
Manuela D'Angelo
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