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Politica

Vendita quote Sat, il no di Sel e Rc

di Manuela D'Angelo

MASSA. Il consiglio comunale di Massa ha votato per la cessione delle quote Sat all'interno dell'aeroporto di Pisa: su 28 presenti, in 17 hanno espresso voto favorevole, naturalmente si tratta della...

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MASSA. Il consiglio comunale di Massa ha votato per la cessione delle quote Sat all'interno dell'aeroporto di Pisa: su 28 presenti, in 17 hanno espresso voto favorevole, naturalmente si tratta della maggioranza a cui sono mancati però i si di Sel e di Rifondazione Comunista. Critico nella decisione di vendere anche il consigliere del Pd Stefano Alberti che si è astenuto assieme a Caruso del NCD. L'opposizione (Arancioni, M5S, Fi e Udc) ha votato contro. La discussione iniziata con una breve relazione dell'assessore al bilancio Giovanni Rutili è durata circa due ore e mezza; l'amministrazione ha in pratica spiegato il perché quelle quote non sono più ritenute strategiche per il comune di Massa.

Arancioni e Udc non credono alla storia della vendita delle quote Sat (per 'racimolare' 320 mila euro), raccontata dal sindaco Alessandro Volpi, per giustificare a parer loro una decisione che ha esclusivamente il sapore politico.

«Volpi è tenuto in scacco dal Pd e con questa mossa lo ha dimostrato», attacca il gruppo consiliare degli Arancioni, con il segretario comunale dell'Udc Lorenzo Pascucci.

La questione quote Sat è spinosa e delicata; se ne discute in tutta la Toscana, con appelli dei sindaci di costa, Pisa e Livorno in primis, e di tutte le associazioni di categoria (anche le nostre locali Cna e Confesercenti) a non vendere, bensì ad opporsi all'offerta pubblica. Il pericolo è, secondo tanti, la cannibalizzazione dell'aeroporto di Pisa da parte di quello di Firenze, su cui si stanno muovendo gli appetiti di molti.

«Una mossa in vista delle prossime elezioni regionali- dice il consigliere Fabrizio Brizzi- ; l'aeroporto di Firenze deve diventare il centro della mobilità regionale a scapito del Galilei, che ad oggi è deputato per i voli intercontinentali; peccato che il Galilei è a maggioranza pubblica e che una privatizzazione metterebbe seriamente a rischio anche posti lavoro».

Contro la vendita delle quote Sat si stanno mobilitando intellettuali, tecnici, sigle sindacali, onorevoli parlamentari e sindaci di costa: allora perché Massa vuole vendere?

«Non ci venga a raccontare che è per guadagnare 300 mila euro- aggiunge la consigliere Gabriella Gabrielli- ; non sono quei soldi che risolveranno i problemi del nostro comune; Volpi abbia il coraggio di dire che è una questione politica». Sul tavolo ci sono lo 0,23 % delle quote in possesso del comune di Massa, che in realtà, a conti fatti, non dovrebbero spostare di molto la maggioranza che Corporacion America già detiene in sostanza. Raggiunta quella relativa, il 48.2% dopo la vendita dell'11,90% delle quote Sat della Regione, ora a Corporacion manca meno del 2% per arrivare al 50% . «Oggi qualcuno ci sbeffeggia- continuano la Gabrielli e Pascucci- accusandoci di esserci accorti soltanto adesso della strategicità delle nostre quote Sat; ma forse è il contrario: l'amministrazione Pucci sapeva perfettamente quello che andava a fare quando votò per inserire le sue quote all'interno di un piano strategico, che quindi impedisse di venderle. Quell'indirizzo lo votò anche l'allora assessore al bilancio Volpi. Lui che oggi, da sindaco indipendente, avrebbe potuto fare una bella figura appoggiando i colleghi che stanno facendo da soli una battaglia contro la privatizzazione. Ma il Pd chiede il conto ad un anno del mandato. Ecco il risultato».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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