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Caso Fermet, i dipendenti lanciano un nuovo appello

Caso Fermet, i dipendenti lanciano un nuovo appello

CARRARA. C'è un imprenditore pronto ad assumere otto persone, c'è merce stoccata per migliaia di euro e dieci mezzi in attesa solo di essere caricati per partire verso le acciaierie più importanti...

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CARRARA. C'è un imprenditore pronto ad assumere otto persone, c'è merce stoccata per migliaia di euro e dieci mezzi in attesa solo di essere caricati per partire verso le acciaierie più importanti del nord Italia.

Ma la burocrazia, e chissà cos'altro, blocca tutto, lasciando le famiglie della Fermet Logistica di Carrara senza un futuro.

Il caso Fermet è ormai noto (è finito anche più volte in Tv nazionale): il gruppo di Alberto Ricciardi, che oggi si chiama SGI è sotto liquidatore fallimentare; la Logistica, un ramo dell'azienda, è l'unica a non essere finita in concordato, perché ha continuato a lavorare fino al 24 di marzo, grazie anche ad Emanuele Ricciardi (subentrato con una newco per assorbire le parti sane dell'azienda del fratello), che era riuscito a smuovere un po' di merce e mezzi con la sua Eco-Acciai, azienda del nord Italia, estranea al gruppo Fermet.

Il 51% della Logistica, però, oggi è finito nelle mani del liquidatore, che in pratica detiene le sorti degli otto lavoratori, un dipendente e sette autisti di mezzi pesanti.

Il 6 maggio Emanuele Ricciardi formula la sua prima proposta al liquidatore: acquisizione totale della Logistica, con saldo dei debiti, otto contratti a tempo indeterminato e numerose commesse immediatamente attuabili.

La proposta non viene accettata: «Ci hanno detto- dichiarano Nando Cricca, Maurizio Dell'Ertole e Antonio dalle Luche, delegati della Uil trasporti e Rsu dei lavoratori- per problemi legati a conflitti, debiti, pendenze fiscali e penali». Non si può acquisire, insomma, la Logistica senza che si risolvano i problemi del suo 51%.

Emanuele Ricciardi ci riprova con una seconda proposta formulata a inizio giugno: nessuna acquisizione per il momento, ma l'affitto di tutti i mezzi della Logistica (di proprietà del socio di maggioranza dunque di fatto il tribunale) su cui far viaggiare i dipendenti, che sarebbero stati assunti da una società che lavora esclusivamente con la Eco- Acciai.

Giovedì scorso il liquidatore della SGI, con l'imprenditore e la Uil Trasporti, si incontrano per stabilire il da farsi e la riunione si conclude con la promessa di far partire i mezzi entro martedì.

Oggi i lavoratori, con le Rsu, sono costretti ad appellarsi al giudice delegato (Sgambati) per chiedere udienza, visto che del liquidatore, a loro dire, non se ne sa più nulla: «Doveva dare una risposta entro l'inizio della settimana- dicono i delegati- ma oggi non ci risponde nessuno; i patti non vengono rispettati; è come essere davanti a Penelope, che il giorno cuce la tela e la notte la disfa».

I lavoratori dal 24 marzo sono in cassa integrazione ordinaria (finanziata non dall'azienda) scaduta il 31 maggio scorso; unica prospettiva, se non si darà la possibilità a Ricciardi di assumere, sarà quella del licenziamento immediato, senza alcun ammortizzatore sociale.

Manuela D’Angelo

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