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Il dottor Arena alla guida dell’unità di cardiologia
Era già facente funzioni, ora ha vinto il concorso per il primariato: «La nostra sfida? l’ospedale unico»
L’Asl si è posta un obbiettivo: punta ad un ospedale nuovo di zecca, dalle fondamenta al tetto, entro dicembre. Ma una volta spenti i motori delle ruspe, posate pale e cazzuole e tagliato il nastro, l’azienda sanitaria dovrà fare i conti con la sfida vera. Perché a fare di un ospedale un buon ospedale sono organizzazione e nomi. Primi fra tutti quelli dei primari. Ma l’Asl ne è consapevole e si è portata avanti: a novembre ha indetto cinque concorsi. E adesso c’è il primo nome: a guidare l’unità operativa complessa di cardiologia (con le due sedi, massese e carrarese), dal 1° giugno, è Giuseppe Arena.
Classe 1963, nato in Sicilia, il dottor Arena ha una formazione made in Tuscany: si laurea a Pisa, si specializza nella città della Torre e a Siena. Ancora a Pisa “si fa le ossa” con dieci anni di lavoro al Cnr e dal 1997 al 2009 è nel reparto di cardiologia universitaria. Cinque anni fa vince il concorso da dirigente medico a Massa, ma dal 2012 il primario in cardiologia Utic (unità di terapia intensiva e coronarica) non c’è ed è Giuseppe Arena a guidare il reparto nel ruolo di facente funzione. Il concorso - bandito dall’Estav (l’ente di gestione area vasta) a novembre - lo “incorona” primario (l’incarico è quinquennale). Nelle mani del dottore quindi un reparto che spicca nel panorama regionale e internazionale per l’aritmologia interventistica (che riguarda - per semplificare - i casi di fibrillazione atriale, tachicardia, impianti per scompensi cardiaci). E sono le mani giuste quelle di Giuseppe Arena visto che proprio l’aritmologia è la sua specializzazione: «In quel campo il nostro reparto è un riferimento anche a livello internazionale, abbiamo siglato importantissimi protocolli di ricerca con altri paesi». Il neo primario prosegue il lavoro già iniziato come facente funzione e raccoglie una sfida: «Unire due ospedali in un’unica struttura e passare ad un’organizzazione per intensità di cure». Sfida raccolta e con ottimismo: «Impareremo a ragionare proficuamente con tutte le altre aree mediche». (C.S.)
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