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Tirò un vaso all’assessore, finisce a processo
La lite scoppiò sotto il Comune per la mancata assegnazione di una casa popolare a una donna
CARRARA. Aveva affrontato l’assessore (all’epoca con delega al settore sociale) Massimiliano Bernardi sotto Palazzo civico, in una torrida mattinata di luglio del 2009. E, al culmine della rabbia, dopo averlo ingiuriato, gli aveva tirato dietro (senza però neppure sfiorarlo) un vaso di fiori. La vicenda è finita davanti al giudice di pace Rino Tortorelli con una denuncia per ingiurie e minacce avanzata dall’assessore (assistito dall’avvocato Pintus, ieri sostituito dal legale Guido Bernieri). Ieri mattina è stata sentita una testimone che ha assistito ai fatti.«Stavo andando a Palazzo civico per alcune commissioni - ha raccontato al donna - quando ho visto mia cugina, con la figlia che teneva nel passeggino il bambino, che stavano discutendo animatamente con l’assessore Bernardi».
Incalzata dalle domande del pm, Lara Navarrini, la donna ha quindi riferito al giudice le frasi da lei sentite in occasione del litigio.
«Mia cugina ha chiesto all’assessore se per avere una casa popolare era necessario prostituirsi - ha riferito la testimone - e lo ha detto in termini molto più coloriti. Io ricordo bene questo, non mi vengono in mente altre cose, altre frasi o offese rivolte all’assessore, ma è passato davvero tanto tempo».
Quello che la teste che ha sfilato ieri nell’aula del giudice di pace ha ricordato bene è stato quanto successo subito dopo, nell’ambito dello stesso episodio.
«Ho visto mia cugina lanciare un vaso verso l’assessore, nella sua direzione - ha continuato - Non è stato colpito nessuno. Oltre a Bernardi sotto il Comune c’erano una impiegata e altre persone».
Gli altri testimoni saranno sentiti nel corso della prossima udienza, a novembre, insieme alla parte offesa, l’assessore Bernardi.©RIPRODUZIONE RISERVATA
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