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No di Lucca al progetto percolato: quell’impianto minaccia il Porta
L’altolà della Versilia al progetto Sinam per un depuratore alla discarica dell’ex cava Fornace L’assessore lucchese Maura Cavallaro: «Bisogna valutare meglio l’impatto ambientale»
MONTIGNOSO. «Faremo tutto quanto è nelle nostre possibilità e secondo le prescrizioni di legge per salvaguardare l'area del cosiddetto 'Lago di Porta' in relazione al nuovo progetto di impianto di trattamento dei rifiuti liquidi che la società privata Sinam Spa intende installare lla discarica ex Fornace al confine tra i territori comunali di Pietrasanta e Montignoso per trattare il percolato». Arriva dalla Provincia di Lucca un freno pesante all’impianto di depurazione progettato all’ex Fornace. A farsi portavoce delle perplessità sul progetto è l’assessore alle politiche ambientali della Provincia di Lucca Maura Cavallaro anche alla luce della recente riunione congiunta delle commissioni consiliari IV (sviluppo economico e ricerca scientifica) e V (ambiente e territorio) della provincia lucchese di alcuni giorni fa.
Attualmente è in corso una procedura di verifica di assoggettabilità a Via (Valutazione di Impatto Ambientale) di competenza della Provincia di Massa Carrara e per la quale la Provincia di Lucca è chiamata ad esprimere, tramite i propri uffici, un parere quale amministrazione interessata.
Il progetto della Sinam spa prevede una sostanziale modifica del progetto originario della discarica gestita dalla società Programma Ambiente Apuane spa, con lo scarico diretto dei reflui trattati dall'impianto nella Fossa fiorentina che confluisce all'interno del lago di Porta, mentre ora il percolato della discarica viene raccolto in serbatoi e trasportato periodicamente mediante autobotti in alcuni siti idonei allo smaltimento.
Le commissioni provinciali lucchesi Ambiente e Sviluppo economico hanno espresso perplessità sul progetto, poiché potrebbe rendersi opportuno un rinvio a Valutazione di impatto ambientale dell’intero progetto. Dubbi che derivano anche dal recente parere del Comitato di gestione Anpil lago di Porta. Questo perché è evidente che l'impianto avrebbe influenza diretta su un'area di interesse ambientale e rilevanza europea, che contribuisce alla salvaguardia di specie ed habitat rari e/o minacciati, quale appunto il lago di Porta. Le due commissioni hanno inoltre sostenuto che per una completa valutazione degli impatti sul sito in questione il progetto avrebbe dovuto contenere uno specifico Studio di incidenza.
«Sol all'interno di una specifica procedura di Via e di Valutazione di incidenza - conclude la Cavallaro - potrebbe essere pienamente valutato l’impatto del progetto su questa porzione del territorio versiliese tutelata da precise leggi di rispetto ambientale».
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