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Il Carrefour insiste: dopo Lulù cacciata anche la piccola Marilyn

Il Carrefour insiste: dopo Lulù cacciata anche la piccola Marilyn

Il chihuahua era nella borsetta della sua padrona. pesa solo due chili, ma non era la benvenuta

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MASSA. Aveva letto sul giornale che i cani di piccola taglia al Carrefour potevano entrare e che il caso successo al barboncino Lulù, cacciato dal supermercato nonostante il padrone lo tenesse in braccio, non si sarebbe più ripetuto. Così domenica Maria Giovanna ha portato la piccola Marilyn, un chihuahua di due chili appena, al centro commerciale. È entrata ed è stata rimbalzata da una sorvegliante: «Mi hanno detto che con il cane non potevo entrare - spiega la donna mentre coccola la sua piccola amica a quattro zampe - e quando ho fatto vedere la pagina del Tirreno non hanno battuto ciglio. Finché non rientrava il direttore loro non potevano prendersi la responsabilità di modificare la procedura». Il problema è che Carrefour aveva comunicato ufficialmente attraverso la stampa che quello subito dal barboncino era stato un eccesso di zelo.

«La cagnetta - continua la donna - era nella mia borsa. Pesa come un fuscello, se avessi voluto avrei potuto tenerla nascosta ed entrare senza dire nulla all’inserviente. Ma non volevo fare la furba e quindi mi sono avvicinata chiedendo il permesso. Ci sono rimasta davvero male e non sono riuscita a fare la spesa».

Maria Giovanna non si è persa d’animo dopo quel no ed è riuscita ad acquistare quello che voleva lo stesso: «Ho semplicemente cambiato supermercato - conclude -. All’Esselunga non mi hanno fatto alcun problema, sono entrata con la mia cagnetta, ho preso la roba dagli scaffali e poi sono andata alla cassa a pagare. E la signorina che mi stava servendo sorrideva a Marilyn. Non capisco perché al centro commerciale invece queste cose non si possono fare».

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