Il Tirreno

«Sono gay, indegni di fare i vestiti per le Comunioni»

di Alessandra Vivoli
«Sono gay, indegni di fare i vestiti per le Comunioni»

L’amaro sfogo di Giovanni e Valerio: così ci hanno infamato Tutte le mamme e i parroci sono stati dalla nostra parte

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CARRARA. «Quelli sono due omosessuali, non sono degni di fare i vestiti per le Comunioni dei bambini e delle bambine».

Quando l'omofobia più becera diventa un modo per attaccare i colleghi. Chi come te fa lo stesso mestiere diventa un bersaglio per attacchi pesanti, che con la professionalità non hanno nulla a che fare. È successo a Valerio Da Castagnori e Giovanni Balduini, per tutti "I Divi", coiffeur e stilisti da abiti da sposa. Ed è proprio intorno a questo atelier, fino a qualche giorno fa in centro a Carrara, e da oggi trasferito a Spezia, che ha preso le mosse una vicenda che, come sottolinea Giovanni: «è stata dolorosa e ci ha lasciato molta amarezza». Sullo sfondo gli affari, il business degli abiti della Prima Comunione.

Tutto comincia quando, un paio di anni fa, Giovanni e Valerio (con la fedele Andreina che si occupa proprio di questo settore in particolare) cominciano a dedicarsi anche agli abiti per i bambini e le bambine.

«Abbiamo cominciato a confezionare i vestiti delle Comunioni seguendo le linee guida delle parrocchie - ci tengono a precisare Giovanni e Valerio - niente fronzoli, nulla di strano, solo una grande attenzione per i tessuti». E forse è stato proprio questo a fare la differenza. I genitori, soprattutto le mamme hanno davvero apprezzato.

Tanto che l'atelier dei Divi è diventato un punto di riferimento per gli abitini.

E, forse proprio questo successo ha scatenato gli attacchi.

«Ci hanno riferito che un collega del nostro settore- raccontano Giovanni e Valerio - ha fatto il giro delle parrocchie. Ha detto sia ai genitori, che ai sacerdoti, che poichè omosessuali non siamo in grado di confezionare gli abiti delle Comunioni». Non solo. Una mattina, sulla vetrina dell'atelier è comparsa la scritta "Froci". «È una storia che a me ha fatto davvero male - sottolinea Giovanni - Le critiche sul lavoro ci stanno tutte, la concorrenza pure, ma scendere a queste bassezze non è giusto». Più battagliero Valerio: «Questa vicenda mi ha solo dato la conferma che, a tutt'oggi, c'è ancora gente che si nasconde dietro un alibi ingiusto per coprire la propria mancanza di professionalità. I giudizi fanno parte del gioco, queste cose no».

E i due stilisti hanno avuto il pieno appoggio da parte dei genitori e anche dei parroci: «La solidarietà ci ha fatto davvero bene, del resto con Carrara il rapporto è sempre stato ottimo da quando 12 anni fa abbiamo aperto il nostro negozio di parrucchieri, che continua a lavorare a gonfie vele».

Giovanni e Valerio continueranno invece la loro avventura di stilisti con "Le spose di Giò e Vale by i Divi" nella vicina La Spezia, in via Lunigiana dove proprio oggi, a partire dalle ore 18, è prevista l'inaugurazione.

«È una scelta dettata dalle esigenze di ampliare il nostro mercato, nessuno strappo con Carrara - spiegano -avremo a disposizione uno spazio di 145 metri e una piazza che dalle nostre ricerche di mercato è molto favorevole».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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