Il Tirreno

La carica dei 110, a Mulazzo i discendenti degli emigranti

La carica dei 110, a Mulazzo i discendenti degli emigranti

Dalla Francia, Provenza e Normandia, in Lunigiana per visitare i luoghi e le terre dei loro avi Grande emozione per la “cousinade”, l’incontro annuale dei parenti che ha animato strade e piazze

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MULAZZO. Un viaggio nella memoria, quella tramandata oralmente, non visiva e piena di suggestione. Questa tipo di memoria è quella che possiedono i figli ed i nipoti di coloro che hanno scelto di emigrare. La Lunigiana nei primi decenni del Novecento e nell’immediato dopoguerra è stata segnata da crisi economiche che non permettevano più la sussistenza come in tempi passati, ma ancora in tempi precedenti ha lasciato partire altri suoi “figli”. Da qui la scelta, per alcuni molto difficile, di lasciare il luogo natio per cercare fortuna altrove. Non un’impresa facile, dovendo abbattere prima la barriera linguistica e successivamente quella sociale. E nonostante vivessero a migliaia di chilometri di distanza mai hanno dimenticato da dove provenivano. Questo ricordo si è così tramandato attraverso il racconto della loro vita precedente: la routine quotidiana, il lavoro nei campi, le frazioni e le famiglie. Nei primi due giorni di giugno Mulazzo ha ospitato le famiglie Maucci e Tarantola. Una delegazione, chiamiamola così, composta da 110 discendenti, molti dei quali non avevano mai visto Mulazzo, non conoscevano i vicoli, i borghi e i boschi che la circondano. Ideatore della visita è Jacques Tarantola, commerciante in pensione che vive nella Alta Savoia, che dal 2009 ripropone la “cousinade”, in pratica un incontro annuale con tutti i parenti che vivono nei posti più diversi della Francia. Britannia, Normandia, Provenza, Alsazia e il cuore della Francia, questi i luoghi di provenienza del gruppo che si è recato a Parana e Montereggio. Di questa visita si è fatto promotore anche Edouard Maucci, con origini di Parana, che lega quel suo cognome agli editori Maucci che hanno costruito un vero e proprio impero editoriale in tre continenti. Il ricordo si cela in ogni anfratto, pronto a divenire da fantasia a realtà, basta il rintocco della campana, oppure il cognome di una famiglia che veniva pronunciato a tavola. Le ricerche dei due ideatori del viaggio, sono state capillari e hanno permesso di ricostruire l’albero genealogico delle famiglie e continuando a studiarlo è ipotizzabile che si estenda la ricerca di altri parenti emigrati in Francia. Una piccola nota di curiosità: presente, tra di loro anche Brun Tarantola Pascale, la prima donna sindaco di Augnat. «Un grande piacere e un grande onore –racconta Claudio Novoa – dare ospitalità a chi ha fatto migliaia di chilometri per tornare nei propri luoghi di origine. Il grande amore trasmesso di generazione in generazione si è espresso in questa due giorni. Dal punto di vista umano mi hanno dato tantissimo. Ci attiveremo per fare sì che si possa mettere in atto un piano di scambio culturale per far conoscere e visitare questi posti».

Cristiano Borghini

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