Il Tirreno

Insulti razzisti va in crisi il gruppo “Sei di Massa se...”

di Manuela D’Angelo
Insulti razzisti va in crisi il gruppo “Sei di Massa se...”

Cancellati i post “incriminati”. Ma spuntano anche foto hard I promotori: siamo in 7.600, non cederemo ai disturbatori

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MASSA. Sei di Massa se... ma solo se…non sei razzista. Eppure il gruppo Facebook, uno dei pochi sopravvissuti, con 7.561 iscritti, ha qualche problema di tolleranza e, a tratti, di educazione, tanto che qualcuno ne chiede addirittura la chiusura per una serie di post. Si scusa la moderatrice e amministratrice Francesca Degiampietro e promette: «Il gruppo non chiuderà, perché è questo quello che vogliono alcuni disturbatori; non so perché lo stiano facendo, forse perché un gruppo di 7.600 persone fa gola a molti, anche per scopi politici e pubblicitari. Noi rimaniamo affezionati alla nostra creazione e proseguiamo la nostra esperienza cercando di non alimentare le polemiche». Con l’aiuto dell’amministratrice ripercorriamo i fatti che stanno facendo degenerare la situazione nel gruppo “Sei di Massa se…” nato a gennaio sulla scia della fortunata idea avuta da qualcuno a livello nazionale, ovvero creare gruppi social in cui condividere il dialetto, le abitudini cittadine, le foto caratteristiche, raccontarsi episodi divertenti, ripercorrendo anche i decenni passati, tra mode, aneddoti e leggende. Così si formarono i vari “Sei di Firenze se”, “Sei di Roma se…” e più vicino a noi “Sei di Carrara se…”, tutti gruppi quasi spariti dal panorama social. Invece “Sei di Massa se…” non soltanto non è sparito, ma si è anche trasformato, diventando un contenitore di tutto, con centinaia di post al minuto, che l’amministratrice non è più riuscita a controllare. Auguri di ogni genere, piatti cucinati a tutte le ore, foto di strade degradate, con appelli a mettere in ordine e a pulire, animaletti scappati da ritrovare, compra-vendita di oggetti, manifestazioni da visitare e per finire anche la cronaca e il meteo.

I problemi sono sorti per un post in cui Stefano Celi, cittadino massese tra i più attivi sul gruppo, nominato “cronista” e “meteorino”, informava del parapiglia tra forze dell’ordine e un cittadino extracomunitario, avvenuto a Carrara per un posto di blocco forzato. Non tanto il post, ma i commenti che ne sono seguiti non sono stati degni di un gruppo pacifico e civile: una raffica di insulti contro l’extracomunitario, palesemente razzisti, e di frasi contro l’immigrazione, le pelli scure, la criminalità straniera. Il post forse rimane visibile più a lungo del dovuto, perché l’amministratrice non riesce a vederlo in tempo: «È un problema del sistema - ci spiega- Facebook non mi dà subito i post in cronologia; inoltre lo ammetto, ho un lavoro, una vita sociale, una famiglia, una figlia. Non posso stare tutto il giorno al pc».

Il post sparisce, alla fine, ma non si ferma l’ondata di odio che, stranamente, si è andata creando sul gruppo: ce n’è anche, pochi giorni dopo, per la badante rumena, finita nel torrente a Montignoso, a causa di un incidente. La notizia viene scritta nel gruppo e i commenti denigranti, cattivi e incivili si sprecano contro la nazionalità della donna, di cui non si ha pietà neanche dopo la tragica morte. L’amministratrice cancella tutto e “banna” i responsabili, ma ormai la situazione pare sfuggita di mano e in tanti chiedono a Francesca di dimettersi, e di chiudere il gruppo:«Non solo problemi di razzismo - continua Francesca Degiampietro- ma anche di fotografie spinte, gente che cercava incontri sessuali e troppa pubblicità gratuita a locali, negozi e sexy shop. Per questo ho chiesto ad alcuni iscritti di fiducia di aiutarmi nel segnalare i post che non vanno. Io non mi dimetto e spero che i veri massesi concordino col far rimanere aperto il nostro gruppo. E infine dico grazie a chi crede in noi e vuole far proseguire una cosa nata bella e cresciuta meravigliosa».

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