Sorpresa, forno crematorio anche a Massa
Il sindaco Volpi dribbla il collega Buffoni e annuncia il nuovo impianto, ma a Montignoso è tutto pronto per il referendum
MONTIGNOSO. «Noi a Massa faremo un nuovo forno crematorio, probabilmente entro il 2015, abbastanza grande da poter accogliere anche salme fuori provincia e, naturalmente, per i comuni di Carrara e Montignoso prevedremo delle convenzioni più che vantaggiose».
Sono parole del sindaco di Massa Alessandro Volpi, inaspettate per il collega di Montignoso Narciso Buffoni il quale, avendo perso le speranze di poter accedere al servizio attraverso il comune limitrofo, ha già fatto partire la macchina del referendum per decidere se costruire un forno crematorio sul suo territorio. Il sindaco Volpi non lo dice apertamente ma il messaggio è abbastanza chiaro: noi capoluogo avremo il nostro forno crematorio di ultima generazione e massima capienza; se vorrete aspettarci ne godrete anche voi comuni limitrofi. Parole che Buffoni forse avrebbe voluto sentirsi dire, magari personalmente, almeno qualche mese fa; invece i continui silenzi dell’amministrazione massese lo hanno portato a indire un referendum per costruire il forno a Montignoso, senza aspettare le decisioni di nessun altro ente.
Un caso tutto all’italiana, potremmo dire, quello dei forni crematori in provincia di Massa Carrara, dove tre sindaci di costa non riescono a parlarsi per mettersi d’accordo su lavori che interessano tutti i loro cittadini e che potrebbero essere eseguiti insieme, con notevole risparmio e grandi vantaggi. Invece le cose stanno così: Carrara sogna un forno crematorio dal 2005, più o meno, ma non riesce a trovare la quadra per costruirlo; Massa ce l’ha da sempre ma, scandalo a parte, adesso è fermo per problemi di manutenzione straordinaria e aspetta di essere costosamente “riparato”; infine Montignoso ha sempre fatto cremare le sue salme fuori provincia, con grande disagio per i suoi residenti, provando a firmare una convenzione con il comune di Massa ai tempi di Roberto Pucci senza ricevere mai risposte, e oggi tentando la strada del project financing per costruire un forno tutto suo. Parrebbe quasi scontato che i tre sindaci avrebbero dovuto, già da tempo, unire forze, idee e denari per costruire un forno crematorio unico, da posizionare a metà strada, magari in zona industriale, lontano dai centri abitati, per ovviare al problematico iter delle salme da cremare, ma così non è. Il comune di Massa vuole un nuovo forno crematorio, perché quello di Mirteto è ormai vecchio e bisognoso troppo spesso di manutenzioni straordinarie. Inoltre è anche piccolo, tanto che non riesce più a soddisfare neanche le esigenze dei residenti massesi, figuriamoci quelle del comune di Montignoso. È per questo che l’accordo che l’assessore ai lavori pubblici di Montignoso Gianni Lorenzetti aveva cercato di portare a termine col collega Fabrizio Brizzi non era andato in porto, nonostante i buoni rapporti tra giunte e l’interessamento dell’allora vicesindaco Martina Nardi (di Sel come il vicesindaco di Montignoso Eleonora Petracci); l’ennesima richiesta all’attuale giunta Volpi era pur partita l’anno scorso, ma non fu mai soddisfatta e così Buffoni decise di “sbrigarsela” da solo. A nulla sono serviti gli appelli delle varie opposizioni in consiglio comunale, sia montignosino che massese, perché Buffoni era stato chiaro: «Se Volpi non mi chiede un incontro, l’idea del forno crematorio unitario la considero svanita e vado per conto mio».
Oggi però Volpi esce allo scoperto, anche perché i suoi cittadini chiedono conto dei lavori mai avviati a Mirteto: «Aspettiamo il bilancio di previsione - dice - poi entro l’autunno contiamo di aggiustare il forno crematorio, ma ci vorranno più soldi del previsto (Volpi non dice quanti ma l’ultima volta l’assessore Uilian Berti parlò di 150mila euro ndr); pensiamo - continua il sindaco di Massa - che non valga la pena di rattoppare una cosa vetusta e per questo abbiamo l’obiettivo di un nuovo forno crematorio, con nuova gestione di tutti i servizi cimiteriali, da affidare tramite project».
Sul rapporto con gli altri sindaci Volpi non si sbilancia: «Non so cosa abbiano in mente i miei colleghi, ma è ovvio che siamo disposti a collaborare». Ma a Montignoso l’iter del referendum è molto più che avanti e si vota ad ottobre: se i cittadini diranno sì al forno crematorio, la nuova struttura verrà costruita sul territorio di Montignoso e dal 2015 affiancherà di pochi chilometri quella massese di prossima apertura.
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