«Dovete darlo a me»: tutti vogliono il cane Brunello
Decine di telefonate in redazione e richieste di adozione per l’animale che ha vegliato il padrone morto per tre giorni
MASSA. La storia di Brunello, cane meticcio di piccola taglia di tre anni che ha vegliato giorno e notte il padrone morto all’improvviso, ha commosso i massesi. L’immagine di quella bestiola che con le zampe prima e i denti poi tentava di svegliare Piero Sacchelli, l’ex ristoratore di 65 anni trovato senza vita nel suo appartamento di via Canaletto 25, è rimasta indelebile per uomini e donne, grandi e piccini. Tante le telefonate in redazione di persone che chiedevano come fare per adottarlo e tanti quelli che si sono candidati a ospitare l’animale in attesa che gli venga trovata una sistemazione. Tra tutti l’Oasi di Montepepe, il canile che accudisce i quattro zampe che non hanno più una dimora. Il presidente della struttura, Roberto Guelfi, e l’avvocato Alessandra Margara, nelle prossime ore contatteranno i familiari del defunto e se loro non potranno occuparsi del meticcio lo prenderanno in consegna. Anche se a Montepepe, a vedere l’affetto che stanno dimostrando i nostri lettori, Brunello non dovrebbe restarci a lungo.
Il cagnolino dopo il dramma è rimasto in via Canaletto, ma non nell’abitazione che divideva con Piero, il padrone che lo aveva preso quando era ancora cucciolo. Si è trasferito nella porta accanto dalla famigliola romena che sta dall’altra parte del ballatoio della palazzina popolare che si trova alle spalle del carcere. È lì da quando lo hanno trovato ancora sporco di sangue i carabinieri. La procura non ha preso alcun provvedimento nei suoi confronti e non ha disposto alcunché. La famiglia di Sacchelli, soprattutto la figlia Barbara, in questo momento ha altre cose da sbrigare. A cominciare dall’organizzare il funerale, appena il sostituto procuratore Alessandra Conforti rilascerà il nulla osta per la sepoltura. Documento che arriverà domani mattina, probabilmente, visto che oggi pomeriggio alle 15 il medico legale Maurizio Ratti eseguirà l’autopsia come richiesto dal magistrato che si occupa del caso.
In attesa di tutte queste incombenze comunque il canile di Montepepe sta muovendo i primi passi per farsi promotore, insieme al Tirreno, dell’eventuale adozione del meticcio. Roberto Guelfi, presidente della struttura, è rimasto molto colpito dalla vicenda: «Conoscevo Piero perché ero un suo cliente e quindi conosco anche i figli e l’ex moglie - spiega -, prima devo parlare con loro e se non hanno la possibilità di tenerlo quel cane lo prendiamo noi. Ci mancherebbe altro. Ho visto le foto sul giornale e devo dire che è un bellissimo animale. E quello che ha fatto per il suo padrone è stato davvero commovente. Merita di stare in un posto confortevole. Andrò personalmente dalla famiglia romena che lo ospita e vedremo il da farsi, certo che piuttosto che lasciarlo in giardino legato a una catena ce lo prendiamo noi. Tanto ce lo chiederanno in molti perché questa storia stamattina (ieri, ndr) era sulla bocca di tutti».
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