«Il buco non può essere solo colpa di Giannetti»
Il procuratore capo Giubilaro commenta la sentenza di assoluzione di Delvino. Pronta impugnazione
MASSA. «Concettualmente mi risulta di difficile comprensione il fatto che tutto l’ammanco che ha portato al buco dell’Asl sia opera di Ermanno Giannetti, ma se così dovesse essere ne prenderò atto». Il procuratore capo Aldo Giubilaro commenta in questo modo l’assoluzione dell’ex direttore generale dell’azienda sanitaria apuana Antonio Delvino. E aggiunge: «Ovvio che dopo aver letto le motivazioni è probabile che io e il collega Alberto Dello Iacono impugneremo la sentenza. Ma in questa fase è impossibile dirlo con certezza, aspettiamo e poi valutiamo quali saranno i prossimi passi da fare».
Delvino è stato assolto un mese fa «perché il fatto non sussiste»: il gup non ha ritenuto convincenti le prove della procura sul falso in bilancio nell'inchiesta del maxi buco dell'azienda sanitaria. L’ex direttore generale - aveva ricoperto l’incarico dal 2007 al 2010 - aveva scelto il rito abbreviato. Nello specifico l'accusa sosteneva che «Delvino aveva falsificato atti pubblici per le fittizie appostazioni contabili, servite ad alterare i bilanci d'esercizio e a nascondere le rilevanti perdite presenti nei rendiconti economici, dal 2004 al 2009». Il pm Dello Iacono aveva chiesto la condanna a due anni e otto mesi di reclusione mentre le parti civili (Regione Toscana e Asl 1 di Massa Carrara) un risarcimento danni di 430 milioni di euro con una provvisionale di 17 milioni di euro. Ma il giudice ha stabilito la completa estraneità ai fatti di Delvino.
Giubilaro invece ha tagliato corto sulla seconda fase dell’inchiesta, quella che vede iscritti nel registro degli indagati il governatore Enrico Rossi, Carla Donati, all'epoca direttore del settore sanitario dell'Asl apuana, e Niccolò Persiani, consulente dell’azienda sanitaria per la gestione dei nuovi bilanci. «Stiamo ancora studiando le carte, per ora non abbiamo fatto richieste al giudice. Altro non posso aggiungere».
La sentenza Delvino verrà depositata verso la fine di maggio. Anche la difesa dell’altro ex direttore generale dell’Asl coinvolto nell’inchiesta, Alessandro Sacarafuggi, attende le motivazioni: quello che scriverà il gup per lui potrebbe significare archiviazione.
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