Il presidio
Arriva bolletta del gas da 22mila euro
La famiglia si è rivolta a Confconsumatori: teme l’allaccio abusivo di estranei. A coppia di anziani conguaglio da 5.000 euro
MASSA. Le bollette di luce e gas stanno diventando sempre più un problema: non solo per i costi, ma per i distacchi dei contatori e per i contenziosi che nascono con le compagnie che costringono gli utenti a rivolgersi alle associazioni per farsi tutelare. Basta leggere il bollettino di guerra della Confconsumatori per capire che ormai le offerte a prezzi stracciati (che poi stracciati non sono mai) hanno trasformato il mercato in una giungla. Ed ecco quindi un po’ di numeri: nel primo trimestre del 2014 Confconsumatori ha iscritto ottanta nuovi soci, praticamente quanti ne aveva fatti nel 2012 e nel 2013. «Segno che l’emergenza è reale», spiega Francesca Galloni, uno dei legali dell’associazione.
Oltre ai numeri però ci sono le storie. Una famiglia massese si è vista recapitare una bolletta di Enel Gas da ventiduemila euro. Consumo che non può essere reale: la pratica deve essere ancora aperta da Confconsumatori ma l’impressione è che si tratti di un allaccio abusivo, qualcuno che ha succhiato il metano a spese di altri. Quindi serve una denuncia a polizia o carabinieri. Ma gli orrori da bolletta non finiscono qui: una coppia di anziani dal 2006 pagava sempre la stessa somma a bimestre, una settantina di euro, Enel qualche settimana fa gli ha notificato un conguaglio di cinquemila euro. I coniugi, pensionati con la minima, sono andati nel panico. Sono stati salvati dai figli che hanno svuotato il loro conto corrente pur di non vedere i genitori battere i denti dal freddo. «Ma sono le compagnie a dover effettuare almeno una volta l’anno la lettura dei contatori», spiega l’avvocato Galloni.
Ancora altre sviste: commerciante con bolletta da 1.800 euro del gas pagata due volte col prelievo automatico in banca. L’istituto di credito lo avvisa e lui comunica il disguido alla società fornitrice. Risultato? Nessuno. Per riavere i milleottocento euro in più ha dovuto portare in tribunale l’azienda. Ha vinto e per sua fortuna ha dovuto solo pagare i 35 euro di tessera annuale alla Confconsumatori più altri trenta per l’apertura della pratica.
Ma a far infuriare di più gli utenti sono i distacchi delle utenze nonostante la fattura sia stata pagata e nonostante, dopo l’avviso della compagnia di turno, sia stato mandato il fax che certifica l’avvenuto pagamento: «Gli uffici contenziosi - continua il legale - non sempre ricevono il documento da chi di fatto riceve il fax e quindi si procede con il distacco. A gennaio una signora è rimasta con i termosifoni spenti per un mese. Ed era gennaio. C’è voluta l’ordinanza del giudice per ripristinare la normalità. E questi disservizi, che in realtà mi verrebbe voglia di chiamare barbarie, riguardano soprattutto le società più piccole che sono strutturate in maniera artigianale e quindi non sempre rispondono con tempestività alle nostre sollecitazioni».
Ultima vicenda i consumi fatturati in più. Stiamo parlando di botte da trecento, quattrocento euro all’anno. Sono decine i casi scoperti dalle associazioni dei consumatori. E l’inghippo viene fuori soltanto facendo leggere la bolletta ad occhi esperti: «Noi siamo disponibili a dare qualunque tipo di spiegazione. Tutto si può risolvere, basterebbe soltanto che le aziende non staccassero le utenze senza alcun riguardo», conclude Galloni.
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