Poche pensioni di invalidità, medici legali a rapporto
La commissione sanità del Comune ha ricevuto diverse segnalazioni e indaga Ma i numeri danno ragione all’Asl. E Benedetti attacca: «Riunione pretestuosa»
MASSA. Sono bastate «alcune persone» che si sono lamentate per non aver visto accolta la loro domanda di invalidità civile per scatenare la commissione sanità del Comune. Contro la sezione di medicina legale dell’Asl di Massa-Carrara. Il presidente Giancarlo Casotti, consigliere Psi, ha inviato una email al direttore generale dell’azienda sanitaria Maria Teresa De Lauretis per un chiarimento. La lamentela dei bocciati è circostanziata: dicono di essere stati visitati da un solo medico, ma il documento finale che sancisce il no al sussidio è firmato da tutta la commissione. Perché? Ieri sera i nove membri dell’organismo di indagine comunale hanno convocato la direttrice del servizio Mariella Immacolato e uno dei sette dottori (Maurizio Ratti). Entrambi hanno spiegato a Casotti e agli altri come funzionano i controlli: «Se ci sono dei pazienti in là con gli anni, oppure che hanno dei seri problemi, cerchiamo di farli passare il prima possibile. Anche se non c’è tutta la commissione. Il controllo a volte lo effettua uno di noi, ma poi la relazione la firmano tutti perché si basa su certificati medici specialistici». Ovvero: la visita a medicina legale è solo la parte visiva della verifica, poi c’è quella documentale.
Resta da capire perché una commissione che non ha competenze specifiche in merito (l’unico medico è Gabriella Gabrielli) si sia occupata di una lamentela di alcune persone che non hanno avuto la pensione di invalidità civile. Una domanda che si fanno anche i membri della commissione stessa, come Stefano Benedetti: «Non capisco. Potevano denunciare quella che ritenevano un’ingiustizia all’Asl oppure alla procura. Che c’entra il Comune? Neppure una commissione d’inchiesta, come quella che abbiamo fatto per lo scandalo dei cimiteri, sarebbe stata pertinente. Il sussidio lo eroga l’Inps, non l’amministrazione comnunale. E qui non si tratta di malasanità. Mi sono stufato di queste riunioni pretestuose, da quando è stato abbassato il gettone di presenza da 90 a 30 euro si sono improvvisamente moltiplicate le riunioni. Eppoi durano un’ora e non risolvono assolutamente nulla. Facciamole seriamente, andiamo avanti finché non troviamo la soluzione del problema che ci viene sottoposto. Altrimenti sembra solo propaganda elettorale».
Per far capire quanto sia efficiente il servizio, Immacolato e Ratti alla commissione hanno snocciolato i numeri: 850 le visite effettuate in questi primi tre mesi del 2014. E una percentuale di contenziosi con l’Inps tra le più basse d’Italia: solo il 5% dei verdetti emessi ai piedi delle Apuane viene modificato a Roma. La commissione sanità ieri pomeriggio è costata 270 euro alla collettività. Anche questo è un numero.
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