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Massese detenuto in Corsica interviene un altro ministero
MASSA. Dopo il ministero degli Esteri anche il ministero della Giustizia si occupa del caso di Gianni Icardi, il commerciante massese di 47 anni in carcere da otto mesi in Corsica con l’accusa di...
MASSA. Dopo il ministero degli Esteri anche il ministero della Giustizia si occupa del caso di Gianni Icardi, il commerciante massese di 47 anni in carcere da otto mesi in Corsica con l’accusa di essere l’autore di sette furti avvenuti a Bastia l’estate scorsa. La moglie del detenuto a gennaio aveva scritto una lettera all’allora ministro degli Esteri Emma Bonino. Aveva ottenuto delle rassicurazioni, ma la caduta del governo Letta le ha fatto perdere le speranze. Così è stato chiesto un ulteriore passo al dicastero della Giustizia: e nei prossimi giorni da Roma partirà un’ordinanza cautelare per ottenere il rimpatrio di Icardi.
Senza l’aiuto del governo italiano la Corsica non rimanderà a casa Gianni Icardi. A firmare la missiva per la Bonino anche il figlio Giovanni Icardi, fino a ottobre in cella con il genitore. Lui e la madre, Margherita De Colombi, sono preoccupati per la salute dell’uomo, malato di diabete e di ipertensione.«Secondo il diritto francese non è prevista l'incompatibilità delle condizioni di salute con la condizione carceraria, potendo in ogni momento la persona essere ricoverata in ospedale e ricevere delle cure», aveva spiegato l’avvocato Luigi Fornaciari Chittoni.
Icardi dalla detenzione e dalle condizioni carcerarie ha perso la bellezza di 26 chilogrammi. Ma le autorità giudiziarie francesi non sono assolutamente intenzionate a rilasciare l'uomo avendo disatteso finora almeno quattro istanze di remissione in libertà, in quanto vorrebbero addebitare a Icardi altri sette furti che si sono verificati nella zona anche se lui non era presente durante la commissione dei reati.
Giovanni e Gianni erano andati a luglio in vacanza in Corsica con le loro moto. Dopo 10 giorni, il 27 luglio, sono stati bloccati in malo modo da una pattuglia in borghese della polizia còrsa, che fra l’altro ha fatto ruzzolare dalla moto il giovane. Gli agenti li arrestano e li tengono senza cibo né acqua per 48 ore, accusandoli di essere gli autori di una ventina di furti avvenuti ad Ajaccio dall’inizio di luglio. Da allora un calvario lungo otto mesi.
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