Il Tirreno

«Fondi sfitti degradati faccio l’ordinanza»

di Cinzia Carpita
«Fondi sfitti degradati faccio l’ordinanza»

Il sindaco annuncia un provvedimento per indurre i proprietari a fare migliorie: prima di Marble Weeks la situazione deve cambiare

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CARRARA. Giro di vite del sindaco sul problema del decoro urbano dei fondi privati sfitti in città, in particolare nel centro storico: molti sono chiusi e inutilizzati da anni, e in stato di degrado. L’amministrazione comunale lo scorso anno ne ha censiti ben 101 che risultano da anni chiusi, e concentrati nel quadrilatero fra via Santa Maria, via Loris Giorgi, piazza Duomo e piazza Alberica. Alcuni sono in evidente stato di decadenza, con serrande molto vecchie. Così, oltre che il problema di riaffittarli, si pone anche quello del decoro urbano.

E in vista della prossima edizione di Marble Weeks ( indicativamente da maggio in poi) il sindaco Angelo Zubbani annuncia che entro brevissimo tempo firmerà un’ordinanza affinché i proprietari dei fondi chiusi provvedano a fare lavori di miglioria. «Mi sono sgolato per il decoro urbano, e anche se qualcuno può avere provveduto (non ho dati aggiornati) il problema generale resta. Il periodo degli inviti è terminato, dopo il censimento dei fondi sfitti. Il tempo per far scattare le responsabilità dei proprietari è finito. Prima di Marble Weeks 2014 la situazione deve cambiare. Occorre stringere le maglie». Il sindaco Zubbani pone l’accento sul contrasto che ci sarebbe «abbellendo la città con Marble Weeks e investendo soldi nell’iniziativa, se poi permangono sacche di degrado. Da lunedì (domani, ndr.) studierò un provvedimento circostanziato e giuridicamente sostenibile, un’ordinanza ben calibrata e giuridicamente valida che ci consenta di agire con sanzioni nei confronti dei proprietari eventualmente inadempienti». Il sindaco aggiunge che a zuo avviso i fondi dismessi «potrebbero essere affittati a prezzi più accessibili».

L’assessore alle attività produttive, Fabio Traversi, sottolinea che l’idea di massima dell’amministrazione comunale si è sempre fondata sulla volontà di costruire un percorso per poter vedere riutilizzati i tanti fondi sfitti in città. «Il 90 per cento sono privati e sappiamo grazie al censimento che sono 101. Il problema del decoro urbano è reale. Ci vuole un’ordinanza e non si può più tornare indietro dopo il censimento fatto. In quanto alla possibilità di riapertura dei fondi, forse qualche anno di prezzi più bassi di affitto potrebbe aiutare, anche se oggi la crisi taglia il commercio e non c’è la corsa ad aprire negozi».

Pochi giorni fa la proprietaria del fondo che ospiterà in città la Casa del Caffè, Rita Sagliano, ha lanciato questo messaggio: «A tutti coloro che hanno dei fondi sfitti: metteteli a disposizione, a prezzi modici, di coloro che intendano scommettere sul futuro della città con l'apertura di nuove attività, al fine di contribuire a far rivivere la nostra città sia come centro culturale, che economico».

Nel giugno dello scorso anno l’amministrazione aveva reso noti i dati del censimento dei fondi sfitti nel centro storico: locali in via Loris Giorgi, Via Rossi, Via Ghibellina, via Santa Maria e Via Finelli e quelli di piazza del Duomo, piazza delle Erbe e Piazza Alberica. In tutto 101 locali non affittati: anzi, 101 è il numero degli ingressi, quindi i locali all’interno degli edifici potrebbero essere di più, ma quelli con i requisiti per essere utilizzati ad uso commerciale forse potrebbero essere di meno.

E siccome in molti casi gli ingressi sono in preda al degrado, «La prima cosa da fare è obbligare i proprietari di questi locali a tenerli in modo decoroso», aveva dichiarato Traversi quasi nove mesi fa.

Oggi sottolinea: «Io sono solo l’assessore al commercio, questo è un impegno che deve assumersi l’intera giunta». Se lo sta assumendo il sindaco, a quanto da lui dichiarato. L’incognita, vista la crisi generale, è: quanti proprietari, se scatterà l’ordinanza, potranno spendere soldi per rendere più decorosi almeno gli ingressi dei fondi?

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