Italia
Allarme dei Volontari del Magra: fondali a secco nelle darsene
Luca Ghirlanda punta il dito sulle aree alla foce ritenute a grande criticità: «Gli operatori sono in ginocchio e solo il dragaggio del fiume salverà economia e nautica della zona»
AMEGLIA. Luca Ghirlanda del comitato Volontari del Magra, interviene in merito alla situazione del fiume.
«Abbiamo fatto un sondaggio lungo la foce individuando delle aree di grandissima criticità per gli accumuli di sovralluvionamenti - inizia Ghirlanda - e ci sembra evidente che mentre i nostri Enti continuano a studiare e a promettere un inizio delle attività di dragaggio che non parte affatto, le realtà nautiche lungo la foce stanno lentamente morendo trascinando tutta l’economia locale nella crisi. Molte delle darsene non hanno più fondo e, anno dopo anno, queste condizioni peggiorano costringendo gli operatori nautici a misure di autodragaggio che costano ai titolari, già devastati dai danni delle alluvioni, moltissimi soldi. Dobbiamo urgentemente riprendere in mano il destino della nostra economia e cercare con misure urgenti di togliere il materiale alla foce in modo da ridare respiro alla nautica che è una delle fonti di maggior ricchezza del nostro territorio. Le barche a vela stanno sparendo dal fiume, gli amanti delle barche e i diportisti non più disposti a rischiare le alluvioni e stufi di aspettare l’alta marea per programmare uscite in mare, si stanno allontanando dal fiume, mettendo in ginocchio molte realtà nautiche. Molte darsene sono chiuse, altre, le più grosse stanno arrancando faticosamente. Molti hanno altissimo indebitamenti con le banche dovuti alle continue risitemazioni dai danni delle alluvioni, senza alcun aiuto dagli enti».
E l’appello-monito: «Dobbiamo capire che senza la nautica la foce del fiume muore, così come il nostro turismo nautico, fonte di orgoglio. Dobbiamo difendere questo angolo di paradiso, rifugio da sempre di grandi navigatori, dato che da qui, negli anni ’60 e ’70 partivano navigatori famosi per il giro del mondo. Ricordiamo il mitico Auriemma che dall’Arnav aveva iniziato un impresa epica nel suo giro del mondo. La politica sciagurata degli ultimi decenni ha portato a scelte a nostro avviso totalmente sbagliate e così si è passati dai dragaggi selvaggi al divieto assoluto degli stessi, dalla padella alla brace».
«Ricordiamoci - aggiunge Ghirlanda - che questa zona raccoglie anche oltre alle darsene minori, anche due realtà indistruali nautiche davvero importanti come la Sanlorenzo e l’Intermarine che, nonostante le grandi alluvioni degli scorsi anni, stanno dimostrando di essere davvero attaccate a questo fiume, rimanendo qui. E allora la politica deve cambiare: è inutile costruire argini di 1,60 centimetri se poi l’alveo continua ad alzarzi. Così facendo le alluvioni continueranno e il nostro lungo fiume diventerà un lungo muro: gli argini bassi di Bocca di Magra e Fiumaretta che sono e resteranno necessari, potrebbero essere molto più bassi se il fiume avesse il fondo corretto. Nel frattempo non possiamo stare a guardare inerti e quindi stiamo procedendo nel nostro progetto di costruire una lista civica che tuteli i cittadini alluvionati e il nostro fantastico territorio per il quale la nautica è e dovrà rimanere un punto cardine».
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