«Stanca di stare in una scuola di metallo»
Bambina delle elementari di Aulla scrive a Matteo Renzi: vieni a vedere dove stiamo da due anni
AULLA. Diversi alunni delle scuole elementari aullesi hanno scritto al neo premier Matteo Renzi. Una letterina, in particolare, è stata postata su Facebook e da questa emerge tutta la delusione di bambine e bambini per lo stato in cui versano i container all'interno dei quali sono costretti a crescere e a seguire le lezioni.
Un piccolo grido di dolore che giunge dalle scatole bianche adagiate sulle aree ferroviarie dismesse della Pontremolese, mentre dal commissariato Comune di Aulla ancora non arrivano indicazioni su quale edificio scolastico aullese sia da ritenere prioritario, per poi segnalarlo a Renzi. Infatti, le scuole elementari e medie di Aulla capoluogo sono sempre ospitate nei container e, come se non bastasse, gli interventi richiesti per migliorare la qualità della vita di bambini e ragazzi sono caduti nel vuoto.
A dirlo chiaramente, pochi giorni fa, è stata la dirigente scolastica Paola Bruna Speranza e ora una bambina che frequenta le scuole elementari ad Aulla lo ha ribadito, con tutta la semplicità di cui solo i più piccoli sono capaci, nella letterina a Renzi. La letterina è stata resa pubblica da Rodolfo Calabrò, presidente dell'associazione "Comitato rinascita Aulla e Lunigiana", il quale l'ha postata sulla pagina Facebook del comitato, omettendone i passaggi che consentano di risalire all'identità dell'alunna.
Eccola: «Caro Matteo, vivo ad Aulla, in Toscana. Ti scrivo usando la posta elettronica di mio papà. Sono alle elementari e questa mia scuola è una scatola di metallo. Mi sono ritrovata qui ad Aulla, alle elementari Micheloni, e questa scuola, come ho detto, è una scatola di metallo, cioè un container. Sono qui perché dall'alluvione del 2011 non sono ancora state costruite le nuove elementari e le nuove medie. Qui non c'è spazio per giocare, non c'è la palestra, quindi non facciamo quasi mai educazione fisica, non abbiamo i laboratori di informatica, anche se dopo l'alluvione ci hanno donato dei tablet che nessuno usa e, infine, al posto dei gabinetti abbiamo le turche, che sono molto scomode, mentre le maestre e le bidelle hanno il bagno normale. Quando piove, dal soffitto si sente picchettare e ci sono dei buchi che fanno entrare l'acqua nei corridoi e in qualche aula. Ti scrivo perché vorrei una scuola migliore. Mi piacerebbe frequentare il resto delle elementari e le medie in una scuola vera. Cari saluti. P.s.: perché non vieni di persona a trovarci ad Aulla? Non è molto lontana da Firenze. Ti mando anche una foto delle mia scuola».
Come si nota, i problemi non mancano e, oltre a quelli gia sollevati e conosciuti, si aggiunge la questione tablet, che erano stati regalati in pompa magna alla scuola in occasione del primo anniversario dell'alluvione, a quanto pare rimasti inutilizzati. Particolarmente significativo, infine, è il commento di Calabrò sulla letterina a Renzi: «Spero che i nostri figli tornino al più presto a scrivere a Babbo Natale e alla Befana, cosa che meriterebbero di fare per rispetto della loro infanzia».
Gianluca Uberti
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